Terremoto

La mia gabbia trema, trema davvero.

La terra tremava, qui il caos puro e oggi paghiamo pegno. Materassi bruciati, tentativi di smuramento, il terremoto ha acceso i mille fuochi in noi altri. Non nego che dopo la scossa più forte, mi sono vestito, allacciato bene le scarpe e tra i rumori assordanti, qualcosa in me sognava. Una crepa abbastanza grande, una crepa per fuggire. Altri due anni e più, non me li leva nessuno, perché non avventurarsi? Forse chi non evaderebbe è prigioniero due volte fisicamente e moralmente. La mia morale non mi proibisce de certo di approfittare del varco, no. Ma il varco stava nella testa mia, qua c’è solo più casino, più paura, più tensione. Io m’allaccio bene le scarpe và, non si sa mai.

 

                                                                                                                     Un saluto, Edmond Dantés

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