Terremoto pt. 2

Casca il Re,

la città trema,

che Re che è cascato pure il culo m’ha tremato.

“Tutti all’aria, correte che si crolla lì ve salverete”.

Io resto in branda, rifiuto il consiglio del mio carceriere, non prego aiuto. Che pace, la sezione è vuota. Riuscirei a dormì pure co una magnitudo de 8 abituato a sta borgia, non nego che stamattina me so svegliato sul tagadà ma che paura ce devo avè? More tanta gente a modo, non posso morì io che così a modo non so mai stato. Siate altruisti lasciate li strilli alle donne, le preghiere ai bambini che siano loro i primi a salvarsi e se volete pregare, sì, pregate, ma siate altruisti anche lì. Io resto qui, in branda, non prego, non corro, rispetto chi ha subito catastrofi vere, quindi non mi impanico, il mio attaccamento ad una vita disastrata sarebbe un insulto per un bambino finito sotto le macerie. Aspetto calmo è il mio mestiere, vi regalerei la vita e quella di ogni mio carceriere per recuperare chi davvero non doveva finire sotto le macerie.

Edmond Dantés

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