5.

 

Oggi porto il fardello dell’indifferenza, del menefreghismo, perché il carcere comporta anche questo. Troppi volti, troppe storie, troppi cantastorie e in mezzo ad un fiume di parole insensate io scivolo meccanicamente negli ingranaggi dell’indifferenza. Un uomo intelligente dà un volto a ciò che lo circonda, io no. Sono talmente assopito da questo posto di merda che tutte le mattine mi alzo come un automa all’ora della conta, non distinguendo nemmeno i volti delle guardie che vengono a sbattere le sbarre, sono talmente abituato alle perquisizioni che se non fosse per qualche stronzata che a volte mi contestano non ci farei neppure più caso. Un giorno una donna intelligente mi chiese se avessi mai subito torture, io risi.

Avrei dovuto rispondere di sì: da me stesso, qui dentro siamo costretti a torturarci da soli, pensando, aspettando e trattando da signore chi signore non sarà mai. Io ho dovuto soffrire per capire e forse dovrò morire per rinascere. Intendo una morte spirituale perché una parte di me intende ancora lottare.

Mi sto radicalizzando perché il sistema non lo posso perdonare.

Edmond Dantés

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