A te.

Ciao, forse nessuno mi conosce a fondo sai, c’è più Edmond in me di quanto si creda, è facile nascondersi dietro un muro di rabbia già costruito, è facile giustificare la follia se chi ti ha addestrato è folle, è facile persino dormire vicino ad un vile assassino, perché nulla mi spaventa di più di quel mio manto di dolcezza che ho tagliato e ritagliato, ma ricresce sempre. Non sapendo esprimermi ho cercato di spegnermi, e, a volte ci sono riuscito. Non accettavo di essere un sognatore, perché non c’erano più sogni, odiavo l’amore, perché vidi mia madre quasi morire per esso. Ma alla fine ho capito, ho raggiunto un compromesso, odierò ed amerò ma non allo stesso tempo.

La dolcezza non è un tormento, grazie ad essa sta sbocciando un fiore nel cemento.

Sia io che Edmond viviamo grazie a te, è per te che ho preso il primo libro in mano per poi capire che amavo leggere, è per te che ho smesso di temere la luce, facendo uscire parte di me allo scoperto, è per paura di darti troppo dolore che non mi sono mai lasciato morire. Mia cara, ho scelto la solitudine per non macchiarti, ma tu mi hai seguito anche a distanza, ho sperato che tu ti arrendessi così da non avere più input per lottare, ma sei rimasta e dio solo sa che folle io sia stato. Forse è solo grazie a te se la mia dolcezza non si è spenta e i miei occhi ancora bramano amore, perché nonostante odiassi tutto il mondo

Non potevo odiare Te.

Edmond Dantés

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