Welcome to Rebibbia.

Catapultato in un’altra realtà, welcome to Rebibbia frà!

Catapultato in un’altra realtà piena di situazioni che per ora non posso raccontarvi, lascio immaginare. Qui ci sono detenuti di ogni specie ergastolani, narcos, assassini. Essendo un penale, di regola, ci sono quelli con le condanne alte, la mia condanna a tre anni è poca roba in confronto alle loro. I miei due anni e mezzo di carcere già fatto sono niente di fronte ai loro venti, e altri venti ad aspettarli. Mi sento spaesato, è diventato tutto più grande ed io mi sento più piccolo, persino la mia età si è ridimensionata. Regina coeli è piena di ventiquattrenni, qui no, qui per molti sono un “bambino”. Forse voi non sapete che Rebibbia ha due complessi, il nuovo e qua, quelli della mia età si trovano al nuovo, da quello che mi hanno detto è un evento straordinario che io mi trovi qui.

Vado avanti. Sono perso, ma non mi perdo. Nonostante tutto i miei occhi ancora brillano, non credevo ma è così, avrei potuto pagare un prezzo più alto, ho retto, non sono un rassegnato. Guardo il mio Demone ogni giorno ma non fuggo, sento una solitudine abnorme ma è temporanea, esiste l’amore, l’amore è lì fuori e non voglio far passare altri quindici anni qui dentro così da sfuggirgli. Se brucia accetterò lo scotto, meglio un’ustione al cuore che il gelo de ste mura.

Edmond Dantés

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