11.

Ho sempre portato una lama in tasca, non necessariamente per difesa, mi piaceva pensare di avere a portata di mano la mia morte, mi piaceva pensare di essere padrone dei miei respiri e piuttosto che farmeli estorcere mi abbandonavo all’idea che quella lama, che affilavo metodicamente, un giorno avrebbe accarezzato il mio collo liberandomi dal peso insostenibile della disfatta. Ma così non è stato, mi sono fatto estorcere i miei respiri, nonostante fossi armato. ho guardato in faccia il mostro e ho avuto paura, paura delle loro pistole, paura della mia paura, paura di andarmene tra gli sguardi di terrore misto a disprezzo, paura di morire senza aver mai capito chi sono e cosa ha spinto le mie azioni, paura di aver indirizzato il mio odio dalla parte sbagliata, paura di esser proprio io ad oliare la macchina che mi opprimeva. Ho temuto la morte proprio come temevo la vita. Non ho ancora capito chi sono, non credo di esserci neanche vicino, forse sono uno di quelli che si butta nel caos alla ricerca di ordine, forse un tassello importante della mia vita è nascosto in questo cemento ed è per questo che il destino continua portarmici, ma forse o quasi sicuramente sono solo uno stronzo che ha bisogno di crederlo per non lasciarci morire. State tranquilli vivrò, vivrò fino a quando diverrò chi sono non chi vogliono che sia.

Edmond Dantés

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