25 ANNI.

25 anni, 25 tagli, 25 son le storie che non oso raccontarvi, 25 sono i modi che conosco per graffiarvi, 25 son le volte che han tentato di piegarmi.

Han tentato di piegarmi e già, oggi quasi quasi ci riescono, è tutto così dannatamente triste e guardare indietro non aiuta, ma quest’oggi vedo solo mura davanti. È inutile ripetersi di essere forti se ci sono giorni che proprio non lo si è, è inutile fare un quadro generale, quando serve solo a star male.

Nel bene e nel male voglio che voi mi conosciate, voglio spiegarvi perché questo giorno è così triste e perché a volte credo sia maledetto.

16 anni, le mie sofferenze passate vengono sostituite da quelle da me causate.

17 anni, li passai a letto, dopo essere stato a lungo in convalescenza per un incidente nel quale per poco non morivo.

18 anni, andai a mangiare in un paesino orrendo solo con mia madre, per via della mia faccia tumefatta. Causata da una litigata fra cani rabbiosi, tanti di voi forse non ne conoscono di quel genere.

I miei 19 anni li feci ai domiciliari. I 20 in carcere. I 21 in ospedale, perché durante un’evasione dagli arresti mi recisi un’arteria e tre tendini.

I 22 scoccarono un giorno dopo la liberazione dal carcere di Pesaro. I 23 furono più leggeri ero solo latitante alla sorveglianza speciale che avrei dovuto scontare a casa di una parente,che ora non vedo da parecchio.

I 24 li ho compiuti in una piccola jungla chiamata seconda sezione di Regina Coeli.

Ed eccomi ai 25 che come sapete passo a Rebibbia.

Tanti auguri guerriero del dolore,

sono passati tanti anni e quest’oggi sei migliore.

Migliore di cosa,

è risaputo che il dolore è la tua sposa,

dal cemento è sbocciata la tua rosa,

non sei padrone di una vita vergognosa.

Auguri guerriero,

brinda nuovamente col veleno,

brinda nuovamente senza cielo,

brinda alla tua gabbia e al mondo intero.

Brinda a tutto il sangue sul sentiero.

Figlio di un dolore troppo vero.

Auguri guerriero.

Edmond

SONO MALEDETTO.

 

Una donna mi fece una domanda dolcissima -Come si cancella quel velo di tristezza nei tuoi occhi? –  lei, la donna intelligente di cui vi ho già parlato, la donna che meritava il mio amore. Avrei dovuto dirle –avvicinati che va via, infondo la tristezza va e viene-. Invece no, stronzo egoista che non sei altro l’hai trovata addirittura una domanda stupida, non hai risposto ad un grido d’amore, e ora strazi nel silenzio. Ti hanno gridato così tante volte, ma tu niente. A cosa serve aver avuto un mucchio di donne se poi in quel mucchio nessuna si ricorda di te, e se ricorda ti maledice.

Bene, a chiunque mi abbia maledetto non mi resta che dire –giustizia è fatta, le maledizioni si sono avverate.

Sono maledetto, ho una cicatrice per ogni bugia che ho detto.

Sono l’acqua dentro il cesso, non bevete che vi infetto.

Sono maledetto, distruggo e poi prometto,

grande uomo dentro il letto, ma che dico so’ n’ometto.

Sono maledetto, sono un buco nel tuo petto,

ho ignorato ciò che hai detto.

Per mentire c’ho il brevetto.

Sono maledetto, su questo non vi ho mentito

Se avessi scelta non sarei mio amico,

lode ad ogni nemico

che disprezza ciò che dico.

Sono maledetto, maledizione

Io distruggo l’emozione,

un poeta senza nome

non vi ama, ma vi vuole.

Sono maledetto, ma ho pagato

Non ridete del mio fato

Nonostante tutto v’ho ricordato,

se so’ scappato è perché ero sbagliato.

Se non ho gridato è per mancanza di fiato.

Se non v’ho amato è perché so’ disadattato,

non mi maledite, so’ cambiato.

Il vostro Edmond è impazzito, aprite sti cancelli so’ guarito, al prossimo amore dono l’infinito.

Edmond