L’UOMO.

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Ora sei tu l’uomo di casa, così mi dissero quando avevo 7 anni.

Ancora lo ricordo, ancora ricordo il lettone di mia madre dove dormivo ogni notte per sostituire quell’uomo malandato per il quale lei moriva dentro.

Ricordo i suoi pianti, ricordo persino il suo programma preferito che un po’ m’inquietava ma fingevo nulla; dopo tutto ero l’unico uomo in quelle mura, non c’era spazio per la paura.

Dio mio quante paure ho avuto e quante volte ho trasformato la paura in rabbia. Quante porte ho rotto e quanti volti ho colpito. Quante volte ho pianto disperato senza capire il perché.

Cara mamma il problema è che ho provato ad essere l’unico uomo di casa senza sapere nemmeno come era fatto UN VERO UOMO, e ora che sono un uomo, la tua casa non è più la mia.

A dire il vero ora come ora nessuna casa è la mia, ma non importa.

Da quando sono uomo non mi spaventa nemmeno questo, ora che sono uomo, conosco perfettamente il motivo per cui piango.

Ora che sono uomo non sfuggo dal fango.

Guardami mamma sto lottando.

Edmond.

Foto di Flera Project – Flaminia Lera

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