​DANZANDO NELL’OPPRESSIONE

Il mondo trema di fronte lo schifo che vili uomini seduti fra le prime file riversano sugli ultimi; è scorretto, ma non per forza strano, che siano gli ultimi i primi a perire, è triste che sia infame il nostro avvenire.
100 famiglie  senza una casa, un cenno e i cani dello Stato, addetti alla sofferenza dell’oppresso, mai alla sua salvezza, sono stati sguinzagliati. Cani bastonano randagi per poi scodinzolare fra le gambe dei balordi.

Maledetti voi e il grido di dolore che oggi portate a casa nostra.
Non abbiamo più casa, ma tutto il mondo è casa nostra.
Maledetta la paura e la vostra tirannia.
Io lotto.

Ci guardano sconfitti, ci guardano soffrire;
Si credono distinti, se fingon di capire.
La vostra non è una burla, il dolore è vero nei nostri occhi;
La falsità vi culla, qui non ci sono sbocchi.
E allora LOTTA, contro chi ti indica al sicuro,
Lotta contro il mondo che si finge meno duro.

Cari miei, purtroppo posso essere solidale solo con la mia penna, poichè recluso.
La vita è dura, fottutamente dura e per il veleno che questo sistema ci somministra non conosco ancora l’antidoto esatto, ma una componente la conosco: la Lotta.
Lottate, lottate anche se siete stanchi. Non cadete mai nell’egoismo del potente. Lottate se non più per voi, per chi verrà.

Lunga vita agli oppressi combattenti!
Danziamo nell’oppressione.
Edmond

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