POMERIGGI

 

Non voglio ascoltare, non oggi, oggi non esiste nulla, eccetto la realtà.

Non c’è laccio che stringa il cuore come la mia poesia,

non c’è caos che possa farmi scordare ancora chi io sia.

Questo cielo sarà aperto, ma c’è vento.

Sono in lotta con me stesso già da tempo.

Sono in lotta con me stesso e non mi pento.

Come potrei pentirmi se sto mondo non fa altro che colpirmi.

Merda sono sceso,
Mangio chili di letame e perdo peso,
mangio chili di letame ed è tutto tetro.

Volevo parlar d’amore in ogni mia poesia ma non mi è concesso, status cesso.

Zampillo odio perché d’amar non m’è concesso.

Ho messo un veto a questa merda, mi faccio raggiungere solo se è essenziale. Eppure non capisce, è sempre qui dietro l’angolo pronta a raggiungermi, è sempre fottutamente pronta ad avvolgermi.

Cosa cerci da me oggi?

Non serve che mi avvolgi, io il tuo fetore lo sento a chilometri.

Quest’oggi ti proibisco di raggiungermi, quest’oggi.

Uscirò da sto fango, ci sono troppi occhi che mi amano, questo non è il mondo, un mondo pavido.

Armati per il posto in cui stai andando, armati c’è troppo fango.

Vestiti di sogni se il tuo sogno sta scappando, vestiti di sogni se sei pronta a questo tango.

Mostra alla tua sorte il tuo ballo più feroce, mostra la tua forza ma la tengo io la croce.

Porta l’amore negli occhi tralasciando debolezze, strappa ciò che ami da vili carezze.

C’è spazio tra i peggiori, sbraccia fatti avanti, conquista un posto perché i migliori non ti vogliono.

C’è chi impara dai libri e chi dalla strada. E se facessimo entrambi?

Se riuscissimo a rapportarci con l’intellettuale e con il delinquente allo stesso modo?

E se riuscissimo a parlare con gli uni e con gli altri senza alcun pregiudizio? Quante storie ho ascoltato in questo posto.

Morirò all’ultimo istante e così sia.
Morirò lontano dai primi e la loro liturgia.
Morirò senza vendere mai la mia poesia.
Morirò lottando perché gli ultimi son la gente mia.

È incredibile quanta strada ho fatto restando fermo, è incredibile che esistano pochi poeti realmente oppressi e uno di quelli sia io.
È incredibile come un mondo, spento e surreale, riesca ad entrare quasi tutto nella mia penna.
Incredibile è la forza che sento di non aver mai avuto, ma che ora ho.
Incredibile è il mio pubblico che mi aspetta oltre il muro.

Il mio volto pieno di spine
Al buio sento qualcosa nel petto. Rimbombano rime
Sento il profumo di una rosa.

La voglia di gridare anche dopo il patto perdo tre sensi ma acquisto coraggio.
La voglia di un fiore di campo.
Sogno ancora è il mio vanto.
Sogno che è un lampo.
Sogno che non sono stanco.

Buon pomeriggio,

EDMOND.

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