100 QUADERNI

 

100 quaderni non disegnano il mio dolore,
Forse, in realtà, non capisco.
È freddo, ingiusto e senza amore
Incido merda nel mio disco.

100 quaderni non disegnano la mia prigione
Non cambiano le mura, cambia la rabbia
Il mio dipinto sa di rancore,
Come colore ho scelto la sabbia.

100 quaderni e un solo nome,
100 quaderni e un uomo in gabbia,
La stanza è buia, è senza sole
Queste mie mura sanno di scabbia.

100 quaderni ed un lettore,
Leggo da solo la mia disgrazia.
Non sogno più di far l’amore,
Mi hanno rubato persino la grazia.

Edmond

GLI OCCHI DELLA SOFFERENZA

Co l’occhi della sofferenza,

Il sorriso a volte inganna.

Ma d’altronde solo quello, c’accompagna sta condanna.

So libero da poco, Pensavo de riuscì e torna subito al gioco.

Dopo sti du anni e mezzo passati in mezzo al foco.

Messo n piede fori, Il cemento ancora freddo,

Ma chi lo calpestava Ho visto che tutto sto tempo non me aspettava.

10 su 23, l’anni passati sull’asfalto,

Sai com’è, all’inizio te diverti come ‘nmatto.

Già da minorenne, All’ istituti penitenziari,

Ai domiciliari, All’ affidamenti A quei cazzo de servizi sociali.

Però uscivo sempre a testa alta co la voja de spacca il mondo

E de risali su dal fondo.

È brutto dillo amico mio ma stavolta ce so rimasto male,

Me so trovato come ‘ncane.

Solo e senza sapere do potevo andà a mangiare.

Ormai me so abituato

A tenemme tutto dentro,

A sta a denti stretti

E a pugni di ferro

A sta chiuso nel cemento.

Insomma me so abituato al male,

Quasi che il bene é una cosa nuova tutta da scoprire.

Se me guardo intorno, Regna il buio e muore il giorno.

A sto punto,

Metto il punto, ma me viene un dubbio,

Se sarà sempre così,

Me conviene adeguamme a sto mondo?

 

Con affetto. Forza e coraggio che la galera è di passaggio.

Da una struttura di reinserimento sociale di Bologna.

KROW

TIGRE DELLA STRADA

Non sono nato forte, lo sono diventato, perché provavo troppo astio per il vile che maltrattava il debole al suo fianco.

Sono un uomo stanco,
Ma stavolta non sarà la mia testa a decorare il banco.
Banco, destino sono tigre non bambino,
Lecco le ferite all’ombra di un cammino.
Cammino murato,
C’è un blocchetto di cemento in ogni posto che so stato,
Respiro mozzato non sapevo d’esse allergico a ‘sto filo spinato.
Non credevo sarei cascato,
Ma scommetto che il mondo non credeva che mi sarei rialzato.

Ed eccomi qua all’ombra di una grata,
Tigre ferita ma mai ammaestrata,
Porgo i sogni più potenti della strada,
Ora so che la mia vita non è stata buttata.

EDMOND

PRIMA RISTAMPA

Dal 30/11 sarà disponibile la PRIMA RISTAMPA AGGIORNATA di “Ho innalzato sogni più alti de ‘ste mura”

Troverete all’interno un disegno inedito di Full Clip, un racconto inedito di Edmond e una raccolta di aforismi. Una nuova copertina disegnata da Full clip e stampata da Paspartù Serigrafie ribelli.

La prefazione è scritta da Vinicio Marchioni.

Questa è la reazione di Edmond dopo aver letto la prefazione.

Chiunque sia in cima, ma ancora ha occhi per chi sta infondo è mio fratello. Ovunque mi porti questo muro di cemento che si sgretola conserverò sempre quel sassolino colorato che tu hai lanciato fin qui.
Quel sassolino rosso in un mare di sassi grigi, quel sassolino che sa di speranza.
Grazie Vinicio.

Grazie di cuore, in un mondo dove tutti vogliono apparire senza realmente lasciare un messaggio, lunga vita a voi che ci provate, lunga vita ai veri Artisti.
Tuo amico,
Edmond

REALTÀ SURREALE

Il blocco dello scrittore è dato da emozioni che non filtrano,ogni mia poesia fa rumore solo perchè quest’uomo di cristallo è costretto ad infrangersi quotidianamente per far sentire al mondo il suo rumore , il rumore del suo cuore.
Non chiedermi cos’è surreale, per me qui lo è tutto, fuori ero solo un pezzo di carne mal disegnata, ed ora che qui dentro mi vorrebbero carne avariata, lì fuori mi amano .
Per me è surreale anche questo, ho costruito un personaggio sul mio dolore e sulle emozioni che esso scaturisce, Edmond è la maschera più potente che abbia mai inventato, più potente persino di chi l’ha creata. Mi verrebbe da fare una battuta infelice “sono così ombroso che sono riuscito a farmi ombra persino da solo”.
Non conosco quale sia realmente l’affetto che la gente può nutrire per me, a dire il vero non conosco nemmeno il blog dove si disperdono tutti i frammenti di cristallo che perdo quotidianamente; ne so veramente poco dell’unica realtà che riesce a donarmi qualche sorriso qui dentro, ne so veramente poco di questo mio talento, al punto che a volte credo di non possederlo .
Sapete, è facile scrivere un’emozione in prosa, saprebbero farlo tutti, e se il mondo non lo fa è perché è rassegnato, è solo perchè ha una continua paura di giudizi e insuccessi, la mia unica dote è quella di fottermene dell’insuccesso, d’altronde ci vivo da sempre, ma voi lo sapete, voi mi conoscete . E allora che sia, la sedia dei miei successi resterà vuota, vuota come la stanza dove mi massacrarono per la prima volta, vuota come la stanza che imbrattai del mio sangue, vuota come il mio cuore dopo i tanti tradimenti, vuota come gran parte degli occhi che mi circondano, vuota come i sensi che ho quando mi infrango.

La mia sedia resterà vuota,

ma io per qualcuno mai piu lo sarò, fanculo al vuoto,

io sono Edmond .