BORGATA

Non sorreggo tutte queste emozioni, e piango, cristo se piango, non piangevo così tanto dal giorno che mia madre tornò a casa con il volto segnato e con tutti i capelli strappati, non piangevo così tanto da quella notte che credevo me l’avessero buttata in un fosso, ti ricordi sangue mio? Eravamo piccoli, ma credo che tu, come me, lo ricordi.

Io posso odiare chiunque, a volte lo faccio, ma come potrei mai odiare un ragazzo o un bambino diverso che prende la mia stessa strada, come? Io piango per i centinaia di Edmond chiusi nel dolore, io piango, perché sto mondo non può e non deve spingerci lontano. Quei bambini vanno abbracciati, a quei bambini va insegnato ad abbracciare, a parlare, quei bambini non devono negare al mondo il loro dolore come ho fatto io, io voglio ascoltare le loro verità, io voglio che anche un bimbo senza dita possa sognare di fare il pugile, e se non ci riesce voglio porgergli un altro sogno.

Voglio dire a voi, che non è così strano un ragazzo che non cerca attenzioni, è solo stanco delle attenzioni sbagliate che riceve, e che nessun bambino è a rischio, un rischio tale da essere emarginato. Non esiste, non dovrebbe esistere: “tu sei scemo”, “tu sei cattivo”, “tu sei buono”, e se ve lo dicono voi non ci credete. Io per gran parte delle persone che mi conoscono ero vuoto, senza arte né parte, io ero uno di quei vuoti che sapeva riempirsi solo di rabbia, e se non mi fossi convinto anche io di questa etichetta forse non sarei qui, in una cella. Forse Edmond sarebbe nato molto prima, sicuramente avrei molte meno storie da raccontare, ma molto più coraggio di aiutare. Il coraggio alle volte si può rubare da chi ci circonda, ed io fortunatamente sono riuscito a rubarne ancora, mi sono armato di coraggio, stavolta di quello giusto, e voglio dare l’occasione agli sfortunati di rubarmene un po’. Non voglio che la mia stella brilli sola, voglio circondarla di tante piccole stelle pronte a superare la mia luce, e quindi dedico questo mio scritto a tutti i bambini e i ragazzi difficili, dedico questo scritto a chi quest’oggi mangia da solo guardando un muro, aspettando la maggiore età per guardarne uno ancora peggiore. Lo dedico a chi è solo, a chi pensa che nessuno possa mai amarlo, a chi non si spiega perché il mondo sia così duro.

Lo dedico a voi diversi, a tutti i diversi, per quel che vale, io ci sono e cercherò di incanalare più luce possibile per distribuirla a chi nel buio è destinato a perdersi. Io non so se arriverà realmente il giorno del riscatto, ma se arriverà spero siate presenti. Ho tanta luce da dividere con voi.
Vostro fratello,
Edmond.

Rivestiti di luce fratello mio, rivestiti di tutto ciò che è mio, rivestiti della mia buona sorte se ne avrò, io non vi scorderò, io non vi scorderò. Non sono più il prodotto che vogliono io sia, non lo siate neanche voi.