LOTTATE PER LIBERARE

La maggior parte dei nostri desideri deriva dalla necessità.

Desidero amore perchè amore necessitavo

L’odio è solo una macchia di percorso,

Desidero occhi non il denaro,

Desidero la corsa di un povero storpio.

 

Non ho mai sognato di avere senza essere qualcosa,

E nel mio sogno più avevo, più ero cieco.

E ho gettato i diamanti, seguito la rosa,

Dentro un rovo incantato, io vedo.

 

E perdo sangue sì, ma non cedo all’illusione,

Poichè è surreale guardare senza soffrire

è necessario anche il dolore

Se senza un senso non vuoi sparire.

 

La mia lotta per amore comincia da un roveto

La rosa ride, beve il mio sangue, ma capirà.

Se tu sei rosa, guardami steso

Prometti al mondo che tornerà.

 

Più forte del mercato

Più forte dell’oppressione

Più forte della poesia di un povero stronzo

Chiuso da troppi anni

Chiuso da troppe ore.

 

Non è necessario comprare poichè nessun uomo di valore può vendere l’amore.

Amate per liberarvi

Lottate per liberare

Vostro acciaccato,

Edmond

OCCHIO NERO

Eppure ne ho viste, fatte, annusate; e allora mi chiedo perché?

Faccio un corso di scrittura nel quale una volta a settimana, attraverso degli schermi, ci incontriamo anche con delle detenute; di solito non bado agli schermi, di solito resto sempre assorto nei miei pensieri, ieri no.
Una giovane ragazza con un accento romano più marcato del mio ha attirato la mia attenzione; non appena ho alzato gli occhi e l’ho vista, qualcosa mi ha punto nell’interno.

Aveva un occhio nero, ed io che di occhi neri ne vedo a bizzeffe, a quell’occhio non sono riuscito proprio riuscito ad abituarmi. Ho sentito qualcosa, un sentimento tra rabbia, tenerezza e tristezza; sarei voluto cadere nel banale e chiederle: come stai piccola?
Ma il carcere è muto, nel carcere è  difficile esprimere le proprie emozioni, nel carcere la violenza è normale persino su un volto così carino.
Mi volevano duro come la pietra ma io sono un cristallo fragile e pericoloso, quell’occhio nero per un attimo m’ha infranto e mentre in silenzio raccoglievo frammenti affilati, la mia mente pensava a come usarli per difenderla.
Ma difendere chi?
Difendere cosa?
Difendere la dignità, non la persona.
Difendere l’umanità, non la donna.
Difendere me stesso dall’orrore della violenza.
Le donne non vanno difese, lottate, lottiamo.

Quell’occhio nero mi avrebbe colpito molto meno nel mio specchio che sul suo volto.

Il mondo può toccarci
Pugnalarci
Dietro finti abbracci,
Il mondo può prenderci a calci
Quand’è che t’alzi
Per loro avanzi.

EDMOND

FRATELLI

CANZONE

Noi piccoli bambini col labbro sempre rotto
Distanti ma vicini, riempimi d’inchiostro.
Noi piccoli bambini le gioie dentro un fosso,
Gli occhi in base ai vini, bicchieri in mano al mostro.

Noi piccoli bambini disegno d’anarchia
Il rosso insieme al nero lo sai non è utopia,
Noi piccoli bambini nel covo dell’arpia
Nel gioco tuo dei mimi, mimavo d’andar via.

Noi piccoli ribelli dai sogni calpestati
Amore in bocca ai merli che brillano sui prati,
Un bimbo sta a brandelli e gli altri son scappati.

Non siamo più fratelli, noi siamo dei guerrieri
Sangue del mio sangue sposa i miei pensieri
Sangue del mio sangue non tremar di ieri,
Ricorda la mia lotta ricorda che siam veri.

RIT. Eppure son crollato, l’amore per noi innato l’amore c’ha accannato.
Poi però ho lottato, m’hai visto disperato e le spalle non m’hai voltato.
Eppure so’ dannato, la gabbia e il triste fato veleno su ogni prato.
Però ho lottato, però ho lottato.

Però ho lottato, cazzo che fatica,
Non è vero che sognavo un’altra vita,
Ciò che sognavo è che ci fosse via d’uscita
Ciò che sognavo è che cessassero le grida.
Dentro i miei sogni c’era anche il tuo sorriso
Distruggo il mondo se mi dici l’hanno ucciso.
Lo so hai ragione questo mondo c’ha tradito
Questo bicchiere sempre pieno c’ha stordito,
Questo bicchiere sempre pieno è la mia macchia,
Del mio passato se ne fotte chiama rabbia
Il mio passato brucia ancora solo in gabbia
Siamo più forti de sto’ tempo sangue e rabbia
Siamo più forti del dolore è stata dura,
Mi sta’ sul cazzo chi la chiama un’avventura
Siamo più forti del dolore e tu sei pura,
Se questa merda è nei tuoi occhi avrò la cura.

EDMOND

SONO ISOLATO

20171011_140740.png

 

Sono Roberto e scrivo da una segreta di un carcere, senza televisione nè fornello, accendino o specchio per guardarsi. SONO ISOLATO a regime di 14bis, a volte penso sia più duro del 41bis.

Detenuto da innocente,
mi avevano assolto in primo grado e anche scarcerato,
ma un pm si è appellato
E la vita m’ha rovinato.
Dopo 10 anni senza commettere un reato,
Sempre qui me so ritrovato.
Quel pm non s’è accontentato
Perchè io ero pur sempre pregiudicato.
5 anni m’hanno dato!
Tra una revoca e l’altra a 10 so arrivato.
Avoja a fa ricorsi, Strasburgo e revisioni
Intanto fatte sti 10 anni
E non ce rompe li cojoni.

Per fortuna che fal 2006, quando mi hanno scarcerato, per questo reato, che m’hanno accollato, l’Europa me so girato.
Tutti quei viaggi hanno permesso alla mia mente de annà avanti e di poter iniziare a scrivere un bel romanzo. Non parla di prigioni o del dramma nel quale me so ritrovato, senza commettere sto reato. Spero che un giorno sarà pubblicato.
Narra d’avventure e di cucina, di posti lontani, di amori e di voglia di vivere. Di una persona che non si arrende davanti alle avversità di una vita non troppo agiata, si costruisce un’armatura e va avanti cercando la sua strada che forse non ha ancora trovato, ma mai ha mollato.

Anche in situazioni di estrema povertà se l’è riuscita a cavà.
Ha lavorato quando c’era da lavorà
Ma la calza nun se la voleva più calà
E stava a morì pe annà a lavorà
Ma su questo chi ci va a guardà?
Un pregiudicato può pure schiattà
Tanto è sempre colpevole de omertà.
Certo se sto isolato un motivo ce deve sta
Ho sbagliato ad amà
Ho amato una persona che quando stavo a sbaglià
Nun m’ha saputo fermà.
Na telefonata che sarà?
E mo però da solo sto a pagà
E manco me viè più a trovà
Chissà do sarà?
Sta stronza che m ha accannato qua.
Ma ormai manco ce sto più a pensà

Un ringraziamento al mio amico Edmond che mi ha dato questa possibilità.

17

20170919_192056.jpg

 

Non ho mai desiderato un abbraccio come oggi, che di certo non ne riceverò, non ho mai sognato come sogno in questo schifo, non ho mai regalato un’emozione, che non fosse carnale.

Ero un pessimo uomo, o almeno ricordo di esserlo stato, o forse ero solo un uomo vuoto e rintontito da tutta la merda che avevo intorno, o forse chissà, forse.
Forse un cazzo!

Basta scuse, se inali veleno dalla nascita dovresti esserne immune, e invece no, ancora sei lì a concentrarti, ancora sei lì a contorcerti, ancora sei lì a cercare scuse, ancora non riesci a dare un senso al dolore, ancora non conosci il tuo ruolo in questo mondo. È troppo facile non averne, è troppo facile chiudersi in se stessi, è troppo facile creare un mondo dove oggi sei tra i più furbi e quando ti serve tra i fessi.
Ho i conati di vomito per tutto il veleno inalato,  per molti è giusto che sia così.

Sono stanco del mio branco, sto per essere mangiato, puoi portarmi via di qui?
No! Non puoi, nessuno può, eccetto te stesso.
Non ti resta che aspettare giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno; forse alla fine di questo inferno sarai riuscito finalmente a prendere una posizione.

Mi chiedi chi sarò, mi dicono sei Edmond,
Mi chiedi che sarò, io ancora non lo so,
Mi chiedi che farò, se ancora ruggirò.
Non cedo questo no, ma forse impazzirò.

Mi chiedi tu chi sei? C’è altro oltre poesia?
Non so se ti direi, che è buia la mia via,
Mi chiedi tu chi sei? Il volto tuo qual’è?
Io te lo mostrerei, ma tu non ami me?

Mi chiedi come mai, io dentro sono scuro,
Dagli sbagli imparerai, ti vedo più maturo,
Se chiedi come stai? Io ti rispondo duro,
Non mi ami? Mi amerai, non crollo, crolla il muro.

Edmond

ALLA MORTE

20170913_084224

 

Mia dolce morte,

anche se so che dolce non sarai, vieni a prendermi ora che il buio in cui vivo è di certo più profondo di quello in cui mi porterai.

Mia dolce morte,

prenditi ciò che ero. Cara morte non c’è spazio per ciò che sarò; recitavo queste parole notti fa, recitavo questo monologo giorno dopo giorno, l’ho recitato con gli occhi lucidi, con i pugni chiusi, con il sangue sul mio corpo; l’ho recitato fino alla nausea ed infine mi ha nauseato.

Mia dolce morte,

scavalcami, ho trovato il coraggio.

Dolce morte,

ciò che sarò, è troppo più forte di ciò che ero. Dolce morte non sei più mia c’è troppo fuoco nel mio nuovo sguardo per volere andare via.

Ora guardate un’anima morta risorgere grazie alla poesia, ora guardatemi lottare senza scappare via.

Il posto più brutto del mondo non mi ha ucciso.
Io sono un fiore.
Giorno dopo giorno il mondo mi ha deriso,
Annaffiato di rancore.

Fiore che cresce su una rete,
Continua a cercare fuori.
Fiore su cui piangerete,
Scordando i miei errori.
Fiore del cemento che oscura quelli di serra.
Non ci credi,
Fiore perso nel tempo della sua guerra.
La morte bussa, ma io sono in piedi.

Edmond

ASSASSINO.

Danzando nell’oppressione,
Le mie scarpe si son rotte puoi notarlo,

Ma ho come l’impressione

Che un giorno o l altro vincerò sto fango.

Un poeta tragicomico che sopravvive ai margini, credo che io principalmente sia questo, a dire la verità non mi dispiace poi tanto, dato che è grazie a questo ruolo che la mia voce si è fatta più intensa.

Edmond è ciò che sono, Edmond è ciò che non sono mai stato.

Edmond è magia,

Tu sai che dove vivo il cielo è oscurato,

Chiunque io sia,

Lo so, non vado a genio al fato.

Edmond è poesia.

E adesso, adesso stringimi, stringimi più forte di questa corda, senza strozzarmi. Stringimi è troppo tempo che non lo fa nessuno, stringimi in una stretta che non mi obblighi a sognar di andar via. Stringimi non aver paura. Quest’oggi la paura ci è nemica. Solo se trovate il coraggio di stringermi troverò il coraggio di amare.

Perché sai, oggi di fianco ho un assassino lui dice a voce bassa, sussurrando: “ho ucciso un uomo, lo meritava”.

Io ci credo, i suoi occhi sono persi, semivuoti, non crudeli. Eppure lui è un assassino. Lui ha assassinato dei sogni, i suoi. O almeno questo è quello che vuole farmi credere.

Compagno mio hanno ucciso i tuoi sogni prima ancora che tu uccidessi, non guardare il mondo dallo stesso pulpito di chi ti ha giudicato. Chi non ha cuore non soffre, chi non ha cuore qui smania. Tu non stai smaniando, stai soffrendo.

Di fianco ho un assassino, ed è una persona, i suoi occhi alle volte sono quelli di un bambino. Un bambino che sto mondo non perdona.
Edmond