OCCHIO NERO

Eppure ne ho viste, fatte, annusate; e allora mi chiedo perché?

Faccio un corso di scrittura nel quale una volta a settimana, attraverso degli schermi, ci incontriamo anche con delle detenute; di solito non bado agli schermi, di solito resto sempre assorto nei miei pensieri, ieri no.
Una giovane ragazza con un accento romano più marcato del mio ha attirato la mia attenzione; non appena ho alzato gli occhi e l’ho vista, qualcosa mi ha punto nell’interno.

Aveva un occhio nero, ed io che di occhi neri ne vedo a bizzeffe, a quell’occhio non sono riuscito proprio riuscito ad abituarmi. Ho sentito qualcosa, un sentimento tra rabbia, tenerezza e tristezza; sarei voluto cadere nel banale e chiederle: come stai piccola?
Ma il carcere è muto, nel carcere è  difficile esprimere le proprie emozioni, nel carcere la violenza è normale persino su un volto così carino.
Mi volevano duro come la pietra ma io sono un cristallo fragile e pericoloso, quell’occhio nero per un attimo m’ha infranto e mentre in silenzio raccoglievo frammenti affilati, la mia mente pensava a come usarli per difenderla.
Ma difendere chi?
Difendere cosa?
Difendere la dignità, non la persona.
Difendere l’umanità, non la donna.
Difendere me stesso dall’orrore della violenza.
Le donne non vanno difese, lottate, lottiamo.

Quell’occhio nero mi avrebbe colpito molto meno nel mio specchio che sul suo volto.

Il mondo può toccarci
Pugnalarci
Dietro finti abbracci,
Il mondo può prenderci a calci
Quand’è che t’alzi
Per loro avanzi.

EDMOND

FRATELLI

CANZONE

Noi piccoli bambini col labbro sempre rotto
Distanti ma vicini, riempimi d’inchiostro.
Noi piccoli bambini le gioie dentro un fosso,
Gli occhi in base ai vini, bicchieri in mano al mostro.

Noi piccoli bambini disegno d’anarchia
Il rosso insieme al nero lo sai non è utopia,
Noi piccoli bambini nel covo dell’arpia
Nel gioco tuo dei mimi, mimavo d’andar via.

Noi piccoli ribelli dai sogni calpestati
Amore in bocca ai merli che brillano sui prati,
Un bimbo sta a brandelli e gli altri son scappati.

Non siamo più fratelli, noi siamo dei guerrieri
Sangue del mio sangue sposa i miei pensieri
Sangue del mio sangue non tremar di ieri,
Ricorda la mia lotta ricorda che siam veri.

RIT. Eppure son crollato, l’amore per noi innato l’amore c’ha accannato.
Poi però ho lottato, m’hai visto disperato e le spalle non m’hai voltato.
Eppure so’ dannato, la gabbia e il triste fato veleno su ogni prato.
Però ho lottato, però ho lottato.

Però ho lottato, cazzo che fatica,
Non è vero che sognavo un’altra vita,
Ciò che sognavo è che ci fosse via d’uscita
Ciò che sognavo è che cessassero le grida.
Dentro i miei sogni c’era anche il tuo sorriso
Distruggo il mondo se mi dici l’hanno ucciso.
Lo so hai ragione questo mondo c’ha tradito
Questo bicchiere sempre pieno c’ha stordito,
Questo bicchiere sempre pieno è la mia macchia,
Del mio passato se ne fotte chiama rabbia
Il mio passato brucia ancora solo in gabbia
Siamo più forti de sto’ tempo sangue e rabbia
Siamo più forti del dolore è stata dura,
Mi sta’ sul cazzo chi la chiama un’avventura
Siamo più forti del dolore e tu sei pura,
Se questa merda è nei tuoi occhi avrò la cura.

EDMOND

IL DOLORE FUGGE

La risposta di una lettrice

 

Il dolore fugge.

Avanza.

Distrugge.

Le gole sputano sangue

prima di sparare amare sentenze.

Dita infuocate in labirinti

avariati.

Carni ammazzate

in spiagge desolate.

Dove la musica si nasconde

quando gli inferi avanzano?

Dove la luce si trova

quando il buio ci travolge?

Scoppia nel cuore

una voglia.

La tengo nascosta.

Sempre più mia.

 

Piogge e soli si susseguono

Corpi e rumori si stendono.

Illusioni e speranze si aprono.

Corri nel mare

Inizia a cantare,

Se sei cavaliere, non puoi aspettare.

Se sei guerriero, non puoi fermare.

 

Ti sento.

SCRIVO VERSI E SOGNO POESIE

 

 

Un uomo cresce nella giungla, per poi a vent’anni essere spento,

Dentro le tasche non ho nulla, io vivo il tempo del tormento.

Un bimbo nasce in una culla, per poi lottare nel cemento,

Cresciuto dentro questa burla, dove non ridi, vivi a stento.

Il bimbo nasce, il bimbo cresce, senza un’idea di libertà,

Veleno in fasce, le fasce strette, dove i sogni non coincidono con la realtà.

Un uomo muore senza fiorire, un uomo muore in povertà,

Se guardo altrove è sempre aprile, ma qui l’inverno non finirà.

Edmond

SEI DI MATTINA

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6 di mattina, tutto tace.
Tace il cemento, tace il mio cuore.
Questo mio cuore così incapace
Di trovare tutto, trovare l’amore.

6 di mattina, avvolto nel buio,
Non trovo niente, nemmeno un ricordo,
È un calendario senza il mio luglio.
Dov’è finito? Dov’è sepolto?

6 di mattina, in un posto qualunque,
Avrei preferito cercare l’alba,
Ma sono qui, in questo bunker
Che trovo sabbia dipinta di rabbia.

6 di mattina, sei con le spade,
Trafiggono il cuore di un uomo ignaro.
6 di mattina, dietro le grate,
Dove più bevi più sa d’amaro.

6 di mattina, sei son le mosse,
Ne padroneggio solo tre,
Cambio posture, cambio le lotte,
Non lascio che il mondo cambi anche me.

Edmond

VORREI.

Ho sparato gran parte delle mie cartucce e ora, sono quasi disarmato di fronte un volto che non può concedersi ma che vorrebbe farsi accarezzare.
Vedo i tuoi occhi che dicono più  di ciò che vorresti far trapelare, ti vedo, vedo l’immenso dubbio che sfiora anche me sfiorare il tuo viso: chi è?  Perché?

Sono l’uomo dai mille scarabocchi  ma con il volto ben disegnato,

sono ciò che non puoi desiderare poiché

anche se oggi sono vicino,

il mio mondo è estremamente lontano.

Ma questa lontananza è nulla di fronte al flusso di pensieri che sgorga in me questa notte, e, sono certo che delle volte anche tu non proibisci al mio volto di entrare nei tuoi pensieri.

Non è mai il momento giusto, il tempo e le circostanze sono due miei grandi nemici, ma che importa, dopo tutto i tuoi occhi mi sfiorano ancora; i tuoi occhi sono così belli, anche perché, sfidano i miei nemici; e non puoi immaginare  quanto valore abbiano per un dannato due occhi che lo seguono nel suo inferno.

Un volto che recita una parte che i suoi occhi non sanno dire, occhi che non sanno mentire, scappano da questo posto ma non possono partire.

Scappiamo simbolicamente io e te

Scappiamo nella mia mente.

I migliori occhi che ti accarezzano tra la peggiore gente.

Basta che qualcuno ami il tuo talento e d’improvviso non sei più un perdente.

Allora guardami vincere i tuoi occhi,

il film di tutte le mie notti,

il film dove un povero ladro ruba solo un po’ d’amore per se stesso,

un film dove i nostri occhi hanno sempre successo.

EDMOND

SONO MALEDETTO.

 

Una donna mi fece una domanda dolcissima -Come si cancella quel velo di tristezza nei tuoi occhi? –  lei, la donna intelligente di cui vi ho già parlato, la donna che meritava il mio amore. Avrei dovuto dirle –avvicinati che va via, infondo la tristezza va e viene-. Invece no, stronzo egoista che non sei altro l’hai trovata addirittura una domanda stupida, non hai risposto ad un grido d’amore, e ora strazi nel silenzio. Ti hanno gridato così tante volte, ma tu niente. A cosa serve aver avuto un mucchio di donne se poi in quel mucchio nessuna si ricorda di te, e se ricorda ti maledice.

Bene, a chiunque mi abbia maledetto non mi resta che dire –giustizia è fatta, le maledizioni si sono avverate.

Sono maledetto, ho una cicatrice per ogni bugia che ho detto.

Sono l’acqua dentro il cesso, non bevete che vi infetto.

Sono maledetto, distruggo e poi prometto,

grande uomo dentro il letto, ma che dico so’ n’ometto.

Sono maledetto, sono un buco nel tuo petto,

ho ignorato ciò che hai detto.

Per mentire c’ho il brevetto.

Sono maledetto, su questo non vi ho mentito

Se avessi scelta non sarei mio amico,

lode ad ogni nemico

che disprezza ciò che dico.

Sono maledetto, maledizione

Io distruggo l’emozione,

un poeta senza nome

non vi ama, ma vi vuole.

Sono maledetto, ma ho pagato

Non ridete del mio fato

Nonostante tutto v’ho ricordato,

se so’ scappato è perché ero sbagliato.

Se non ho gridato è per mancanza di fiato.

Se non v’ho amato è perché so’ disadattato,

non mi maledite, so’ cambiato.

Il vostro Edmond è impazzito, aprite sti cancelli so’ guarito, al prossimo amore dono l’infinito.

Edmond