UN CALENDARIO DA BUTTARE

 

Di Krow

Un altro calendario da buttare,
Giorni forse che non potremmo mai dimenticare,
Tanta gente mi diceva,
Quando finirà ti ci farai due risate,
Amici, parenti, famiglie lontane,
Che credono in noi,
E non smettono di sperare.
Frasi fatte e inutili come non ti preoccupare,
Qui va tutto bene,
Sono l’ uniche menzogne,
Che un tuo caro può accettare.
In questo periodo non conta tanto che è Natale.
Perché al di fuori,
Almeno io, non avevo niente da festeggiare.
Però fa riflettere sul tempo speso male,
Sul tempo speso per arrivare dove non saremmo voluti mai stare.
Non so quanti giorni spesi a pensare,
A dire questo anno è l’ultimo da dimenticare,
Ma poi stesse storie,
Stessi impicci,
Noi a raccoglie due spicci,
E i ricchi e lo stato a fa i capricci.
E sinceramente quest’anno non me la voglio raccontare,
Accetto la realtà,
E me rendo conto che se la testa non cambia c’è poco da fare.
Però non me voglio da per vinto,
Pe rispetto de chi sta scelta non la po’ fa,
Perché se trova su una stanza co na branda e no sgabello.
E spero per voi che quest’anno finalmente
Sarà il più bello.

GLI OCCHI DELLA SOFFERENZA

Co l’occhi della sofferenza,

Il sorriso a volte inganna.

Ma d’altronde solo quello, c’accompagna sta condanna.

So libero da poco, Pensavo de riuscì e torna subito al gioco.

Dopo sti du anni e mezzo passati in mezzo al foco.

Messo n piede fori, Il cemento ancora freddo,

Ma chi lo calpestava Ho visto che tutto sto tempo non me aspettava.

10 su 23, l’anni passati sull’asfalto,

Sai com’è, all’inizio te diverti come ‘nmatto.

Già da minorenne, All’ istituti penitenziari,

Ai domiciliari, All’ affidamenti A quei cazzo de servizi sociali.

Però uscivo sempre a testa alta co la voja de spacca il mondo

E de risali su dal fondo.

È brutto dillo amico mio ma stavolta ce so rimasto male,

Me so trovato come ‘ncane.

Solo e senza sapere do potevo andà a mangiare.

Ormai me so abituato

A tenemme tutto dentro,

A sta a denti stretti

E a pugni di ferro

A sta chiuso nel cemento.

Insomma me so abituato al male,

Quasi che il bene é una cosa nuova tutta da scoprire.

Se me guardo intorno, Regna il buio e muore il giorno.

A sto punto,

Metto il punto, ma me viene un dubbio,

Se sarà sempre così,

Me conviene adeguamme a sto mondo?

 

Con affetto. Forza e coraggio che la galera è di passaggio.

Da una struttura di reinserimento sociale di Bologna.

KROW