Intro.

I bracci che ho visto non hanno maniche ma numeri, nomi e sigle.

Lo Stato che conosco non rieduca ma punisce, questo Stato ha costretto i miei occhi a morte, disagio e povertà. Miei simili attaccati a corde, randagi come me che ringhiano l’un l’altro senza comprendere che siamo uguali che la nostra rabbia porta lo stesso nome, siamo figli di un dio minore. Ho visto corpi spenti e occhi pieni di vitalità, qui dentro è il contrario sono gli occhi che sono spenti. Se vuoi uccidere un uomo dagli delle speranze e uccidigliele una dopo l’altra, lo Stato infligge su di noi la propria lama tutti i giorni tramite magistrati, politici e polizia. Lo Stato non cerca persone rieducate ma animali annichiliti da portare al macello, animali che a furia di sentir soffrire i propri simili inconsciamente corrono verso il mattatoio, le speranze sono molteplici ma lo stato sadico le uccide tutte ed io nel mio piccolo ho smesso di sperare, la salvezza sta nel comprendere e lottare.

La mia gabbia trema…

Edmond dantés