PROFEZIA DI UN PIRATA

 

di Roberto

Vedrai che le cose non sono sempre come sembrano

Vedrai che di sogni se ne possono fare ancora

Vedrai quella luce sempre più vicina

Anche se vedi tutto nero, anche se non vedi futuro

Vedrai che tutto si risolverà-forse a breve chi lo sà-

Ma vedi di non abbassare più la guardia

Diffida da chi dice che ti vuole bene

In questo cammino lungo e tortuoso ne vedrai ancora di cose, anche se pensi di aver visto tutto, vedrai che non è così. Ma tu continua a non arrenderti mai, davanti a tutto e tutti

E vedrai che i tramonti ci saranno sempre

Che le stelle brilleranno costantemente nel firmamento e gli oceani saranno sempre irrequieti

E li navigherai ancora ancora e ancora

Vedrai nuove terre, terre che non hai ancora mai visto.

Ci saranno nuove avventure e nuovi amori e nuove delusioni. Quelle non mancheranno mai.

E avrai nuovi viaggi da raccontare, nuove emozioni da descrivere e nuovi romanzi da pubblicare. Ne perderai ancora tanti di treni, ma ci sarà il treno destinato a te.

Tu non mollare mai, riga dritto

E non vedrai più questi posti violenti, cattivi e dove regna l’invidia

E sarai di nuovo una persona libera

ODE ALLA MIA PENNA

di Roberto

 

Forse ormai poco usata,

o per meglio dire superata

con la tecnologia sei stata un po’ dimenticata,

io con la scrittura mi sono salvato,

sessanta lunghi giorni mi hai sopportato.

Sei stata la mia unica compagna in quelle quattro mura,

hai riempito le mie giornate vuote,

fedele strumento,

mi hai portato indietro nel tempo.

 

Con te ho rivissuto quasi tutti gli amori che ho perduto.

Sentimenti ormai dimenticati ma insieme li abbiamo ricordati.

Siamo tornati sulle mie isole tropicali e Baleari. Abbiamo navigato ancora una volta i miei oceani, risalendo su, fino al Tamigi con la mia indimenticabile Cindy. Mai dimenticherò i tramonti sulle vallate rossastre di Granada che grazie a te ho rivissuto. Se ti paragonassi ad una donna, direi che ancora non mi hai deluso come la maggior parte di quelle che ho conosciuto.

Ma proprio a te,

mia amato tratto pen

dedico queste due righe

per quanto brevi esse siano.

R

E ALLORA CHE CADA ‘STA NEVE

 Di Roberto
Febbraio, carcere di Frosinone

Cade la neve in questa valle

Cade la neve sui monti Lepini.
Cade la neve e siamo quasi vicini.
In questo tunnell
Buio oscuro
Cade la neve e si vede quasi una luce
Che è come una danza.
Questo bagliore filtrato dai muri avanza,
Fino al cuore,
Che non sente più rancore.Odio o dolore.
Ma solo compassione per questi miseri inquisitori senza valori.
Non mi hanno piegato e nemmeno cambiato.
Cammino nell’oscurità del tunnell seguendo quella luce. Ce n’è di strada ancora da percorrere ma avanzo senza timore. Il peggio è passato.
C’è aria fredda intorno a me.
C’è aria di neve. C’è aria nuova, di cambiamento, di speranza.
Allungo le dita e quasi la sfioro
Ne sento il profumo
Ne sento il sapore.
Prende vita nei miei pensieri non più confusi ma chiari
Com’è Chiara quest’alba che sta per sorgere.
Troppi tramonti lividi alle mie spalle. Sterili, senza futuro. È ora di andare avanti, di unire quei pezzi di un puzzle che non combacia.
E di lanciare il seme del mio futuro. E infine aspettare. Aspettare la neve che cada di nuovo
E che oltre ai suoi fiocchi umidi e alla sua aria fredda porti la libertà.

FINESTRE 2

Dalla mia finestra si scorgono dei paesetti, credo siano Frosinone e Morolo, oltre tante montagne.

Alcune sempre innevate.
L’aria è sempre fresca e sembra non ci sia smog.
Di notte, ogni tanto, tiro su la tenda e, guardando quei due paesini illuminati, fantastico sulle persone di queste terre, sulla loro quotidianità.
Le immagino come persone vere, senza “peli sulla lingua”.
A Londra avevo un amico di queste parti:un buono di cuore. Ma quella volta non ero mai stato nel frusinate.
Ora sono circondato da montagne e lontano vedo una pista di atterraggio per elicotteri. La mia fantasia decolla e atterra con loro, nell’ascoltarli mi assento.
Anche questa è una Valle, ma non si avverte la sofferenza che sentivo nella capitale.
Se di fronte non ci fosse la caserma in cemento armato degli agenti di custodia, il muro altissimo di cinta e una volante della penitenziaria che gira forse non mi sarebbe troppo difficile pensare di trovarmi in un altro luogo a respirare aria fresca e non inquinata.
Le montagne mi danno una sensazione di pace da sempre.
La pace così tanto rincorsa che quando l’ho trovata non l’ho riconosciuta.
R.F