MI PRESENTO

Non sapevo come presentarmi al pubblico,

nel dubbio mi presento così

in una gabbia dal cuore ruvido,

porto i miei sogni fino a lì.

Notti sbagliate, le correggo con la lotta,

carezzo ancora i miei sogni di anarchia.

Odio lo Stato, le sue gabbie, la sua fossa.

Io non mi vedo o cambio faccia, ecco la mia;

io non mi vedo e ciò che incendio è l’emozione.

Se ti aspettavi un bel gigante beh hai frainteso,

in questa gabbia ho perso tutto tranne il cuore,

è lui il gigante che al cemento non s’è arreso,

è lui il gigante intrappolato nelle reti.

Guarda il mio volto c’è un accenno di sorriso,

ho sparso sogni sopra sudice pareti.

Ho vinto l’odio questo Stato non m’ha ucciso.

Ho vinto l’odio, riavuto il cuore, questo lo devo anche a voi, eccomi chiuso in gabbia amici miei. Sorridetemi, e io risponderò.

Che siano reti, che siano gabbie, che sia cemento

Il mio sorriso per gli ultimi non conosce tempo.

 

Edmond

TEATRO STABILE ASSAI

Per un giorno sono stato un grande rivoluzionario: il comandante Diaz.
È stato uno spettacolo teatrale bello e travolgente.
La mia compagna di scena aveva uno dei volti più dolci che ho visto negli ultimi due anni. Il giorno prima dello spettacolo abbiamo provato per la prima volta insieme. Una scena prevedeva che io le serrassi bruscamente le mascelle, non riuscivo a farlo, l’ho accarezzata piuttosto che stringere. Ma Diaz, il freddo e sanguinario rivoluzionario, non accarezza e sopratutto non si emoziona di fronte ad un volto.
In effetti ad accarezzarla ero io, ad emozionarsi era Edmond, ma questo non ditelo. Di solito ci metto un po’ per mostrarmi alle persone e qui in tanti sanno che preferisco di gran lunga starmene tra i miei romanzi che tra la gente. Stavolta però la sua empatia ha stretto la mia e mi sono sentito in dovere di mettere in guardia un volto così dolce.
-“Questo posto è strano, se sbagli ad investire il tuo cuore cercheranno di sottrarti anche l’anima, non parlo necessariamente dei detenuti. In questo posto ti accorgerai che la malignità ha varie fortezze. La fortezza di noi delinquenti è una delle più diroccate. Questa è la fortezza di chi è troppo arrabbiato o troppo stupido, degli emarginati, ma anche dei subdoli. Devi imparare a conoscere l’inferno per distinguere i canti dalle grida, devi saper riconoscere un silenzio addolorato da un vile lamento. Devi prepararti a fallire tante volte prima di trovare una risposta in questo posto. Troppe verità, cara mia, sanno di sangue rappreso e inchiostro. Ma se, il tuo cuore è pronto, cerca, per ogni novantanove stronzi che incontrerai ci sarà sempre il centesimo che non ti aspettavi. Ci sarà sempre un Edmond.”

Gridano il mio nome,
Il nome di un diverso
Edmond è un soprannome
Al contrario della vita, questo l’ho scelto.

Gridano il mio nome,
Non più maledetto
All’inferno si bocheggia
Ma hai portato un vento fresco.

Gridano il mio nome,
Ascolta ciò che ho dentro,
L’odio ha mille specchi,
Ma un solo riflesso.

Edmond

 

SCRIVO VERSI E SOGNO POESIE

 

 

Un uomo cresce nella giungla, per poi a vent’anni essere spento,

Dentro le tasche non ho nulla, io vivo il tempo del tormento.

Un bimbo nasce in una culla, per poi lottare nel cemento,

Cresciuto dentro questa burla, dove non ridi, vivi a stento.

Il bimbo nasce, il bimbo cresce, senza un’idea di libertà,

Veleno in fasce, le fasce strette, dove i sogni non coincidono con la realtà.

Un uomo muore senza fiorire, un uomo muore in povertà,

Se guardo altrove è sempre aprile, ma qui l’inverno non finirà.

Edmond

VORREI.

Ho sparato gran parte delle mie cartucce e ora, sono quasi disarmato di fronte un volto che non può concedersi ma che vorrebbe farsi accarezzare.
Vedo i tuoi occhi che dicono più  di ciò che vorresti far trapelare, ti vedo, vedo l’immenso dubbio che sfiora anche me sfiorare il tuo viso: chi è?  Perché?

Sono l’uomo dai mille scarabocchi  ma con il volto ben disegnato,

sono ciò che non puoi desiderare poiché

anche se oggi sono vicino,

il mio mondo è estremamente lontano.

Ma questa lontananza è nulla di fronte al flusso di pensieri che sgorga in me questa notte, e, sono certo che delle volte anche tu non proibisci al mio volto di entrare nei tuoi pensieri.

Non è mai il momento giusto, il tempo e le circostanze sono due miei grandi nemici, ma che importa, dopo tutto i tuoi occhi mi sfiorano ancora; i tuoi occhi sono così belli, anche perché, sfidano i miei nemici; e non puoi immaginare  quanto valore abbiano per un dannato due occhi che lo seguono nel suo inferno.

Un volto che recita una parte che i suoi occhi non sanno dire, occhi che non sanno mentire, scappano da questo posto ma non possono partire.

Scappiamo simbolicamente io e te

Scappiamo nella mia mente.

I migliori occhi che ti accarezzano tra la peggiore gente.

Basta che qualcuno ami il tuo talento e d’improvviso non sei più un perdente.

Allora guardami vincere i tuoi occhi,

il film di tutte le mie notti,

il film dove un povero ladro ruba solo un po’ d’amore per se stesso,

un film dove i nostri occhi hanno sempre successo.

EDMOND

ASSASSINO.

Danzando nell’oppressione,
Le mie scarpe si son rotte puoi notarlo,

Ma ho come l’impressione

Che un giorno o l altro vincerò sto fango.

Un poeta tragicomico che sopravvive ai margini, credo che io principalmente sia questo, a dire la verità non mi dispiace poi tanto, dato che è grazie a questo ruolo che la mia voce si è fatta più intensa.

Edmond è ciò che sono, Edmond è ciò che non sono mai stato.

Edmond è magia,

Tu sai che dove vivo il cielo è oscurato,

Chiunque io sia,

Lo so, non vado a genio al fato.

Edmond è poesia.

E adesso, adesso stringimi, stringimi più forte di questa corda, senza strozzarmi. Stringimi è troppo tempo che non lo fa nessuno, stringimi in una stretta che non mi obblighi a sognar di andar via. Stringimi non aver paura. Quest’oggi la paura ci è nemica. Solo se trovate il coraggio di stringermi troverò il coraggio di amare.

Perché sai, oggi di fianco ho un assassino lui dice a voce bassa, sussurrando: “ho ucciso un uomo, lo meritava”.

Io ci credo, i suoi occhi sono persi, semivuoti, non crudeli. Eppure lui è un assassino. Lui ha assassinato dei sogni, i suoi. O almeno questo è quello che vuole farmi credere.

Compagno mio hanno ucciso i tuoi sogni prima ancora che tu uccidessi, non guardare il mondo dallo stesso pulpito di chi ti ha giudicato. Chi non ha cuore non soffre, chi non ha cuore qui smania. Tu non stai smaniando, stai soffrendo.

Di fianco ho un assassino, ed è una persona, i suoi occhi alle volte sono quelli di un bambino. Un bambino che sto mondo non perdona.
Edmond

SCRIVI.

Infondo io che ne so’ di questa vita, chi sono io per consigliare.

Cosa ho fatto oltre a cadere e rialzarmi, cosa?

Come posso consigliarvi, se tutto ciò che mi è rimasto della mia vecchia vita è una foto bruciacchiata al mare, io non ho nulla da insegnare. O forse mi sbaglio, perché infondo qualcosa la so; so che le parole le porta via il vento, l’inchiostro no.

Allora, fai come me, scrivi.

Scrivi compagno carcerato, io non ti chiedo ciò di cui sei accusato.

Scrivi del mondo che hai sempre sognato, scrivi, c’è qualcuno che dai sogni ha imparato.

Chissà, magari i tuoi sogni sono più saldi di queste catene,

se guardi i tuoi polsi, vedi sangue nelle vene,

siamo vivi oltre ciò che ci trattiene.

Sei vivo, vivi compagno carcerato,

non convincerti di essere in balia del fato,

scrivi la tua storia e non sarai scordato,

scrivi di ogni amore che ti ha dimenticato,

insulta il mondo che ti ha confinato,

l’importante è che tu scriva compagno carcerato.

Non badare a chi disprezza, perché infondo che ne sanno,

estrai la mia penna dal fango,

non lo vedi che dei sogni stan danzando?

Ho nascosto un po’ d’amore in uno stagno,

bevi compagno!

 

Un cavaliere che dovrà difendere un regno, sarà dotato di spade e scudi, un carcerato che vuole difendere la sua dignità, dovrà dotarsi di libri e penne.

 

Edmond