MI PRESENTO

Non sapevo come presentarmi al pubblico,

nel dubbio mi presento così

in una gabbia dal cuore ruvido,

porto i miei sogni fino a lì.

Notti sbagliate, le correggo con la lotta,

carezzo ancora i miei sogni di anarchia.

Odio lo Stato, le sue gabbie, la sua fossa.

Io non mi vedo o cambio faccia, ecco la mia;

io non mi vedo e ciò che incendio è l’emozione.

Se ti aspettavi un bel gigante beh hai frainteso,

in questa gabbia ho perso tutto tranne il cuore,

è lui il gigante che al cemento non s’è arreso,

è lui il gigante intrappolato nelle reti.

Guarda il mio volto c’è un accenno di sorriso,

ho sparso sogni sopra sudice pareti.

Ho vinto l’odio questo Stato non m’ha ucciso.

Ho vinto l’odio, riavuto il cuore, questo lo devo anche a voi, eccomi chiuso in gabbia amici miei. Sorridetemi, e io risponderò.

Che siano reti, che siano gabbie, che sia cemento

Il mio sorriso per gli ultimi non conosce tempo.

 

Edmond