SONO MALEDETTO.

 

Una donna mi fece una domanda dolcissima -Come si cancella quel velo di tristezza nei tuoi occhi? –  lei, la donna intelligente di cui vi ho già parlato, la donna che meritava il mio amore. Avrei dovuto dirle –avvicinati che va via, infondo la tristezza va e viene-. Invece no, stronzo egoista che non sei altro l’hai trovata addirittura una domanda stupida, non hai risposto ad un grido d’amore, e ora strazi nel silenzio. Ti hanno gridato così tante volte, ma tu niente. A cosa serve aver avuto un mucchio di donne se poi in quel mucchio nessuna si ricorda di te, e se ricorda ti maledice.

Bene, a chiunque mi abbia maledetto non mi resta che dire –giustizia è fatta, le maledizioni si sono avverate.

Sono maledetto, ho una cicatrice per ogni bugia che ho detto.

Sono l’acqua dentro il cesso, non bevete che vi infetto.

Sono maledetto, distruggo e poi prometto,

grande uomo dentro il letto, ma che dico so’ n’ometto.

Sono maledetto, sono un buco nel tuo petto,

ho ignorato ciò che hai detto.

Per mentire c’ho il brevetto.

Sono maledetto, su questo non vi ho mentito

Se avessi scelta non sarei mio amico,

lode ad ogni nemico

che disprezza ciò che dico.

Sono maledetto, maledizione

Io distruggo l’emozione,

un poeta senza nome

non vi ama, ma vi vuole.

Sono maledetto, ma ho pagato

Non ridete del mio fato

Nonostante tutto v’ho ricordato,

se so’ scappato è perché ero sbagliato.

Se non ho gridato è per mancanza di fiato.

Se non v’ho amato è perché so’ disadattato,

non mi maledite, so’ cambiato.

Il vostro Edmond è impazzito, aprite sti cancelli so’ guarito, al prossimo amore dono l’infinito.

Edmond

6.

Nuovo giorno all’Hotel Regina, metto le cuffie e mi preparo alle mie flessioni, non lascio atrofizzare il corpo sennò la mente lo segue di conseguenza. Affiorano mille pensieri tra una serie e un’altra, una canzone che mi trascina in ricordi di emozioni sepolte e troppo spesso dimenticate che colpiscono più forte di un manganello, ed io conosco entrambi i dolori. Ho nascosto mille sofferenze per non colpire chi mi ama, ma in realtà chi mi ama?

Sono un abaco che fa i conti con le emozioni ormai perdute, è una vita di sottrazioni e l’unica cosa che si moltiplica è il tempo che perdo. Vorrei dire di aver trovato chi mi ama ma non è così nei loro volti vedo pena, non amore, ed io odio la compassione. In questa vita vojo annà a dama non solo sulla scacchiera mia, vojo sconfigge mostri che non so solo mia, vojo aiutà chi è come me, ma senza condizione. Voglio occhi pieni d’amore quando se pronuncia il mio nome.

Una vita sbagliata non m’ha levato l’onore.

Edmond Dantés

 

1.

Me alzo presto del resto c’ho molto da fa guardà le sbarre richiede tempo e quanto tempo, tempo che rubo alla mia giovinezza e mentre mi privo di tempo prezioso l’odio accresce, il sangue pulsa ma la ragione ancora vigile mi ripete che è una guerra tra poveri che l’odio che provo non è solo…

Rubo sabbia dalla clessidra con racconti banali che resteranno tali. Certe cose si vedono e si dimenticano, le occultiamo, il carcere è un mondo a sé ed ha i suoi codici, spero che chi mi legge li rispetti, un saluto da regina coeli a denti stretti.

Edmond Dantés

Piacere Edmond

Volete darmi un nome? Beh, fate pure.

Per molti sono il secco, ultimamente mi chiamo ninho, per lo Stato balordo sono la matricola 01030102, chiamatemi Dante se volete, il mio purgatorio è una cella e il mio inferno alberga nel mio sguardo. Chiamatemi povero Diavolo se do questa impressione, ma non vi dirò il mio vero nome, non lo dirò per due motivi. Uno, qui lo sento così poche volte che l’ho scordato e sentirlo pronunciare in varie circostanze mi coprirebbe di nostalgia, porto la maschera dello spietato ma non è così. Secondo, metto la mia anima su un foglio, ma io non mi fido. Nei circuiti in cui ho vissuto si ride, si rischia e si muore è talmente tanto che non amo che vorrei amarvi, ma non posso, queste catene impongono l’odio. Ma un uomo schiavo dell’odio vede solo a metà, quindi voglio amarvi senza palesarmi, così domani potremmo tranquillamente odiarci.

Oggi la giornata è magra perché non vi conosco ma vi ho pensato, un abbraccio da un prigioniero di Stato.

                                                                                                                                                  Edmond Dantés