AUGURI MAMMA

Sono una decisione mai presa

Un grido di battaglia mai cantato.

Sono una vita che si è arresa

Un uomo forte disperato.

 

Sono un fallito

Li penso e poi li uccido

Fa male quando rido

Più male se non grido.

 

Sono un arreso

Non compro sogni a peso

Non compro eppure ho speso

Il tempo dentro un metro.

 

Sono Nessuno

L’Ulisse di qualcuno

Nel mare troppo fumo

La terra mia è a digiuno.

 

Sono uno spettro

Perdona questo specchio

Riflesso maledetto

Che cosa mai ho promesso.

 

Sono un figlio

Cercavo un nascondiglio

Qualcuno scelse esilio

Di mura alte un miglio.

 

Sono chi sono

Chi ero è troppo solo

Chi ero giace al suolo

Fallito sì ma volo.

 

Auguri a tutte le mamme un po’ pazzerelle, auguri alla mia; perché alla fine se dovessi scegliere ta follia e menefreghismo ancora sceglierei follia, la decisione che mi è mancata non manca più, non ti odio, non ti odierò, anzi. È solo che la follia ha bisogno di strade parallele per sfociare in una danza ed io ho bisogno della mia perché tutto sono tranne che normale, anch’io molto spesso grido, ho cambiato il modo in cui lo faccio, ma ancora grido. Auguri mamma,

tuo figlio,

Edmond

 

20-21-24-25-26

20-21-24-25-26

Con quante altre candeline devo decorare il tavolo del mostro?

Buon compleanno Edmond,
Buon compleanno stronzo.

116+1
Una te la regalo,
Buon compleanno nessuno
Buon compleanno schiavo.

117 candeline, sembra un faro
Sto cesso brilla dei miei insuccessi
Il mostro tende anche un regalo

Io non lo aprirò, non apro agli spettri.

117 candeline fatte con i miei resti
Pezzi de anima, pezzi de core
Ancora lotto, sì, ma ho il cuore a pezzi
E in troppi pezzi vince il rancore.

117 candeline prive di colore
C’è sangue nero, quasi sembra inchiostro,

C’è chi mi scrive “auguri amore”

Ed io rispondo -non in ‘sto posto.

Ciao, amici miei
Non badate alla mia cupa poesia, sto bene, sto bene, va sempre fottutamente bene, chi voi che m’ammazza. Devo esse sincero qua il mangià è buono, l’aria è grande e so du notti che non sento rumori. Me va de lusso.
Pure il mare non è che me manca poi così tanto, so pieno de riviste, so pieno de canzoni, farò come l’altra estate mi applicherò con l’immaginazione.
Va tutto più bene di ciò che posso lasciar immaginare, sono altre le cose oramai mi logorano. Da molto più fastidio il caldo che le sbarre, perché se poi ci pensi le sbarre le viviamo tutti, chi in un modo chi in un altro.

È fiacca, un po’ insensata la mia danza oggi, ma voglio danzare ancora, vediamo dove arrivo.

Danzerò finché il quadro non sarà completato
Dipinto e poi mostrato,
Continuo ad allenarmi per la danza tra gli oppressi che i sistemi hanno infangato.

Tanti auguri Edmond,
Bevetevi un goccetto alla facciaccia mia
Vi voglio bene,
Vostro fratello
Edmond

25 ANNI.

25 anni, 25 tagli, 25 son le storie che non oso raccontarvi, 25 sono i modi che conosco per graffiarvi, 25 son le volte che han tentato di piegarmi.

Han tentato di piegarmi e già, oggi quasi quasi ci riescono, è tutto così dannatamente triste e guardare indietro non aiuta, ma quest’oggi vedo solo mura davanti. È inutile ripetersi di essere forti se ci sono giorni che proprio non lo si è, è inutile fare un quadro generale, quando serve solo a star male.

Nel bene e nel male voglio che voi mi conosciate, voglio spiegarvi perché questo giorno è così triste e perché a volte credo sia maledetto.

16 anni, le mie sofferenze passate vengono sostituite da quelle da me causate.

17 anni, li passai a letto, dopo essere stato a lungo in convalescenza per un incidente nel quale per poco non morivo.

18 anni, andai a mangiare in un paesino orrendo solo con mia madre, per via della mia faccia tumefatta. Causata da una litigata fra cani rabbiosi, tanti di voi forse non ne conoscono di quel genere.

I miei 19 anni li feci ai domiciliari. I 20 in carcere. I 21 in ospedale, perché durante un’evasione dagli arresti mi recisi un’arteria e tre tendini.

I 22 scoccarono un giorno dopo la liberazione dal carcere di Pesaro. I 23 furono più leggeri ero solo latitante alla sorveglianza speciale che avrei dovuto scontare a casa di una parente,che ora non vedo da parecchio.

I 24 li ho compiuti in una piccola jungla chiamata seconda sezione di Regina Coeli.

Ed eccomi ai 25 che come sapete passo a Rebibbia.

Tanti auguri guerriero del dolore,

sono passati tanti anni e quest’oggi sei migliore.

Migliore di cosa,

è risaputo che il dolore è la tua sposa,

dal cemento è sbocciata la tua rosa,

non sei padrone di una vita vergognosa.

Auguri guerriero,

brinda nuovamente col veleno,

brinda nuovamente senza cielo,

brinda alla tua gabbia e al mondo intero.

Brinda a tutto il sangue sul sentiero.

Figlio di un dolore troppo vero.

Auguri guerriero.

Edmond