GIORNALE, CASCO, STELLA

Ho un casco di sogni che non tolgo,

per il mondo sono un giornale sporco,

come stella brillo in questo posto,

il mio grido è contro il mostro,

guardami sorella è tutto apposto.

Casco a piedi uniti nelle ombre che mi seguono da sempre, ombre grandi, ombre immense, ombre violente. I miei piedi non si spezzano all’impatto cara M., sai perché? Perché per quanto quelle ombre possano far paura oggi, io le combatto da ieri e domani le vinceremo insieme. Il mio corpo è una pagina di giornale sporca che il mondo censura e butta nel dimenticatoio, al mondo non importa di quante stelle possano nascere dai tratti di una penna che unisce tante lacrime. Al mondo importa solo governare quella penna, per il mondo ogni stella deve avere un suo padrone, il mondo, perciò, censurerà la mia rivoluzione. Proverà a censurarla, lo sai questo vero M.? ci chiederanno di essere altro, oppure ci consentiranno di essere noi stessi fino a tre passi dall’obiettivo. Per poi comprarsi una nostra svolta solo per dire “NOI l’avevamo detto”. Ma tu pensi di avere un prezzo M.? pensi di poter cedere? Spero di no. Per ogni cosa che potranno offrirci sto conservando un ruggito di sdegno, preferisco essere il folle che poteva essere e non è stato, che un avido pieno d’anelli che ha venduto la sua essenza. Sono matto M.? sì, cazzo se lo sono. E quindi tra le mie tre parole una di queste è FOLLIA, eccoti le altre COMPAGNO e RIVOLUZIONE.

GIOCATE ANCHE VOI, DATEMI TRE PAROLE E MANDATEMI IL VOSTRO RACCONTO CON LE MIE.

Edmond