LEGITTIMA DIFESA.

Ho sentito parlare un tale di nome Fedriga (lega nord). A prima vista è una persona alta e esile. Anche se alto e snello, rimane comunque una notevole massa di merda, come tale, ovviamente vomita merdate.

A quanto dice è giusto che uno Stato che non mi assicura nulla, oltre a fame e mura (le peggiori mura), deve assicurare a chi fame non ha mai provato, di poter fare il tiro a bersaglio su di noi, persone. Noi persone che nella fame e nel disprezzo ci siamo nati, lo Stato, ai nostri margini, ha eretto palazzi nei quali la cultura è una sorta di utopia che perde con i miti della strada in cui si cresce.

Sai Fedriga, è facile generalizzare quando si ha avuto la possibilità di non “sbagliare”, quando il posto nel quale si vive ha larghi orizzonti. Non permettetevi di dire che voi avete avuto le stesse possibilità di chi vive nelle borgate, io non le bevo ste cazzate!

Il tale ci si riempie la bocca con la parola delinquente, come se quelle sedie rosse ne siano prive. Parla, come se, i buoni apparati dello Stato (polizia, carabinieri, ecc…) difendano il povero cittadino esasperato piuttosto che chi con quelle leggi fatte con il culo lo esaspera. Io a quest’uomo certo che qui ci sia solo feccia, non faccio nessun appello, non sono quel tipo d’uomo che nutre speranze nella possibilità che i porci imparino la filosofia; perchè di porci si tratta. Questo non è più un Paese, è una fottuta fattoria, al cui capo c’è un vile e anonimo contadino che addestra porci, sotto quei porci distinguo pochi animali, oltre le pecore.

Non guardo la tv per questo motivo, accresce il mio odio, so che oltre a distrarre parte del suo compito è proprio quello. Che ci posso fare ogni tanto mi capita di sbagliare, alcuni sbagli ti portano qui. Altri, fanno sentire alle tue fragili orecchie fiumi di merda, da un onesto cittadino della Lega, beh, non so definire quale sia il peggior sbaglio fra i due.

con stima e affetto,

un odiatissimo prigioniero che non intende più riconoscere questo Stato.

Spasiba a tutti,

Edmond.

INSIDE REBIBBIA.

Vi farò un quadro della situazione in questo carcere. Qui, a Rebibbia, puoi trovare di tutto dall’eroina sintetica al fumo, ce so traffici illeciti ovunque, ma dopotutto semo ladri mica boyscout.

Sono quattro piani, ogni piano 20 celle, non c’è il pavimento che divide i piani ma dei ballatoi. Puoi comprare anche un telefono volendo, costa 4 volte rispetto a fuori, ma si può fare tutto.

Questa sezione, la quinta, è la cosiddetta “zona franca” perché ogni traffico si svolge qui, ed è anche la più violenta non ci sono né telecamere né guardie. I “porta chiavi” (guardie) passano poche volte.

Quasi tutti siamo divisi in “batterie” (tipo gruppi), c’è la batteria dei neri, quella dei rumeni, i giocatori di poker, i trafficoni e tante altre. Qui si fa gruppo, molto più che in altri bracci, perché si è aperti di più e le liti sono tutt’altro che rare. Io sto in batteria co due pischelli, uno di Roma uno di Latina che vive (vabbè viveva) a Roma. Di solito se fa gruppo con quelli di zona appena arrivati in un altro carcere. Il saluto nel gergo carcerario si fa cosi: “Bona”. Quando si fa il letto il letto si lega, mai in più di due. Il “blindo” non si può chiudere da soli.

Nella maggior parte delle carceri i reati brutti stanno tra i protetti, ma a volte li mettono con noi pe faje menà. Non si accettano in primis i pedofili, gli stupratori e gli infami/collaboratori, poi femminicidi, violenze domestiche e altri reati di genere. Se ti mettono uno di questi in cella, se sei corretto devi spaccallo. Ma premetto che molti penali so pieni de infami, per questo ognuno c’ha la sua batteria, almeno sa con chi parlà, camminà e mangià. I “58 ter” o “cinquattontini” so detenuti che fanno la spia sotto traccia.

L’offesa più grave che puoi fare ad un detenuto è “infame”. Il detenuto “old school” non ammette denunce, neanche se sono le guardie a menargli, e menano. Chi ha preso la sveglia si chiama i divieti d’incontro, ma solo i balordi lo fanno.

Le sanzioni per le infrazioni sono i “rapporti” che non permettono di usufruire della liberazione anticipata ( i giorni).

Mi rendo conto che può apparire confuso, ma sono troppe cose, è un mondo parallelo con leggi assestanti.

Prima di salutarvi vi racconto una barzelletta:

Art. 27

Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

Non è ammessa la pena di morte.

Ahhahahah, fa ride è.

Edmond Dantès

Piacere Edmond

Volete darmi un nome? Beh, fate pure.

Per molti sono il secco, ultimamente mi chiamo ninho, per lo Stato balordo sono la matricola 01030102, chiamatemi Dante se volete, il mio purgatorio è una cella e il mio inferno alberga nel mio sguardo. Chiamatemi povero Diavolo se do questa impressione, ma non vi dirò il mio vero nome, non lo dirò per due motivi. Uno, qui lo sento così poche volte che l’ho scordato e sentirlo pronunciare in varie circostanze mi coprirebbe di nostalgia, porto la maschera dello spietato ma non è così. Secondo, metto la mia anima su un foglio, ma io non mi fido. Nei circuiti in cui ho vissuto si ride, si rischia e si muore è talmente tanto che non amo che vorrei amarvi, ma non posso, queste catene impongono l’odio. Ma un uomo schiavo dell’odio vede solo a metà, quindi voglio amarvi senza palesarmi, così domani potremmo tranquillamente odiarci.

Oggi la giornata è magra perché non vi conosco ma vi ho pensato, un abbraccio da un prigioniero di Stato.

                                                                                                                                                  Edmond Dantés