8 MARZO.

Penso sia chiaro che pure a me fu una donna a metteme al mondo e fu la stessa che me fece tribolà per la prima volta, lei riempì la mia vita di follia ed io feci lo stesso, eppure lei non ebbe mai il coraggio di abbandonarmi.

Lei con il coraggio che solo una donna ha pianse tutte le lacrime amare che solo un danno poteva riservare, ma non mi abbandonò.

Lei è stata il mio veleno, l’antidoto, l’amore. Lo stranissimo amore che da piccolo non capivo, l’amore distribuito tra odio e carezze, quell’amore di chi ha sofferto troppo.  Povera donna destinata a piangere per uomini maledetti. Bastardo io che non spezzai quella catena, bastardo, poiché le riservai altrettante lacrime.

La mia pazzarella è ancora lì, non mi abbandona, lei non conosce Edmond, lei non mi crede migliore (alcune persone non si smuovono dalle loro convinzioni) per lei sarò anche solo un avanzo di galera, ma lei con quell’avanzo ci pranza, cena e fa pure colazione, perché nonostante tutto io per lei sono quell’Amore incondizionato che sono una donna conosce. L’amore, quello che se ogni uomo avesse la forza di provare questo fottuto mondo sarebbe molto più unito sotto il suo simbolo che diviso da altri.

Auguri Donne.

Auguri mamma, auguri Michela, auguri Giulia, auguri Veronica, Alessia, Beatrice, Francesca, Valeria, Marta, Emanuela, Arianna, Carlotta, Anna. Auguri Rossella, Vittoria, Pina, Elena, Maira, Erica, Patrizia, Vanessa, Giovanna, Marzia, Ludovica, Agnese. Auguri Letizia, Fabiana, Lucia, Maria, Giorgia, Monica. Auguri Federica, Silvia, Stefania, Elisabetta, Tiziana, Valentina. Auguri detenute, auguri donne libere, auguri sognatrici e donne innamorate. Auguri a chi è sola, a chi piange, a chi manifesta. Auguri alle donne che lottano.

Sono contro la violenza sulle donne, chi si rifà su una donna è un vile, io la mia violenza l’ho sempre distribuita dappertutto, gli uomini de merda si fanno valere così, uomini de merda e deboli.
Edmond.

4.

Come tutti i giorni il suono del cannone riempie la mia mente, il Gianicolo ha appuntamento fisso con il detenuto, se non sento quel rumore nemmeno l’appetito si fa sentire, quel suono è divenuto un input per cibarsi, ahahahha. Il suono mi è quasi divenuto dolce, immagino giovani donne di altri posti vicini e lontani che stupite scrutano questo grande e rumoroso cannone di altri tempi a l’ora dello scoppio. Vorrei essere lì, in quell’istante vorrei vedere il loro sguardo innocente guardare i miei occhi colpevoli senza giudicare, perché dopo tutto anche un assassino al patibolo ha occhi dolci per il suo amore e perché no per un rapinatore. Vorrei guardare quelle giovani donne che immagino e fargli capire che le pene che ho sofferto superano di gran lunga quelle che ho inflitto e che prima di un ladro sono un uomo sconfitto.

Edmond Dantès