SONO ISOLATO

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Sono Roberto e scrivo da una segreta di un carcere, senza televisione nè fornello, accendino o specchio per guardarsi. SONO ISOLATO a regime di 14bis, a volte penso sia più duro del 41bis.

Detenuto da innocente,
mi avevano assolto in primo grado e anche scarcerato,
ma un pm si è appellato
E la vita m’ha rovinato.
Dopo 10 anni senza commettere un reato,
Sempre qui me so ritrovato.
Quel pm non s’è accontentato
Perchè io ero pur sempre pregiudicato.
5 anni m’hanno dato!
Tra una revoca e l’altra a 10 so arrivato.
Avoja a fa ricorsi, Strasburgo e revisioni
Intanto fatte sti 10 anni
E non ce rompe li cojoni.

Per fortuna che fal 2006, quando mi hanno scarcerato, per questo reato, che m’hanno accollato, l’Europa me so girato.
Tutti quei viaggi hanno permesso alla mia mente de annà avanti e di poter iniziare a scrivere un bel romanzo. Non parla di prigioni o del dramma nel quale me so ritrovato, senza commettere sto reato. Spero che un giorno sarà pubblicato.
Narra d’avventure e di cucina, di posti lontani, di amori e di voglia di vivere. Di una persona che non si arrende davanti alle avversità di una vita non troppo agiata, si costruisce un’armatura e va avanti cercando la sua strada che forse non ha ancora trovato, ma mai ha mollato.

Anche in situazioni di estrema povertà se l’è riuscita a cavà.
Ha lavorato quando c’era da lavorà
Ma la calza nun se la voleva più calà
E stava a morì pe annà a lavorà
Ma su questo chi ci va a guardà?
Un pregiudicato può pure schiattà
Tanto è sempre colpevole de omertà.
Certo se sto isolato un motivo ce deve sta
Ho sbagliato ad amà
Ho amato una persona che quando stavo a sbaglià
Nun m’ha saputo fermà.
Na telefonata che sarà?
E mo però da solo sto a pagà
E manco me viè più a trovà
Chissà do sarà?
Sta stronza che m ha accannato qua.
Ma ormai manco ce sto più a pensà

Un ringraziamento al mio amico Edmond che mi ha dato questa possibilità.

Palestina.

Se avrò una figlia la chiamerò Palestina.

In onore di un popolo che ha sempre combattuto per la propria libertà e per la sua Terra.

La mia lotta per la libertà è ispirata ai miei fratelli palestinesi che soffrono ma combattono e non arretrano di un passo.

Mi tolsero tutto ma restava la fame, arrancare e rubare diventò una morale. Mi tolsero casa, diritti e onestà, ci misi poco a finire qua. Mi tolsero le mie doti non restò niente, un fantasma tra la gente che non vede, non parla e non sente. Non mi tolsero la mia Terra ma l’amore per essa, questo Stato mi calpesta in una gabbia troppo stretta.

Ventesimo giorno di punizione.

Qua stamo alla frutta, “amici” miei. Oggi uno chiedeva la carta igienica, l’altro je risponde che lui se pulisce coi giornali, non so quanti di voi siano stati in carcere vi assicuro che il Settimo di Regina Coeli è na cosa indecente, io non ce credevo, non è nella mia indole credere allo schifo finché non lo vivo. Passerà cari miei, non è questo il mio destino. Passerà, diventando un racconto di sofferenza che amplierà la mia storia. Si ha più paura della vita quanto si è nelle mie condizioni, affronterò il mio dolore, annegherò la mia rabbia, non sarà la morte a farmi luce ma la lotta.

Edmond Dantés