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Non ho mai desiderato un abbraccio come oggi, che di certo non ne riceverò, non ho mai sognato come sogno in questo schifo, non ho mai regalato un’emozione, che non fosse carnale.

Ero un pessimo uomo, o almeno ricordo di esserlo stato, o forse ero solo un uomo vuoto e rintontito da tutta la merda che avevo intorno, o forse chissà, forse.
Forse un cazzo!

Basta scuse, se inali veleno dalla nascita dovresti esserne immune, e invece no, ancora sei lì a concentrarti, ancora sei lì a contorcerti, ancora sei lì a cercare scuse, ancora non riesci a dare un senso al dolore, ancora non conosci il tuo ruolo in questo mondo. È troppo facile non averne, è troppo facile chiudersi in se stessi, è troppo facile creare un mondo dove oggi sei tra i più furbi e quando ti serve tra i fessi.
Ho i conati di vomito per tutto il veleno inalato,  per molti è giusto che sia così.

Sono stanco del mio branco, sto per essere mangiato, puoi portarmi via di qui?
No! Non puoi, nessuno può, eccetto te stesso.
Non ti resta che aspettare giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno; forse alla fine di questo inferno sarai riuscito finalmente a prendere una posizione.

Mi chiedi chi sarò, mi dicono sei Edmond,
Mi chiedi che sarò, io ancora non lo so,
Mi chiedi che farò, se ancora ruggirò.
Non cedo questo no, ma forse impazzirò.

Mi chiedi tu chi sei? C’è altro oltre poesia?
Non so se ti direi, che è buia la mia via,
Mi chiedi tu chi sei? Il volto tuo qual’è?
Io te lo mostrerei, ma tu non ami me?

Mi chiedi come mai, io dentro sono scuro,
Dagli sbagli imparerai, ti vedo più maturo,
Se chiedi come stai? Io ti rispondo duro,
Non mi ami? Mi amerai, non crollo, crolla il muro.

Edmond

12.

I tuoi occhi sanno d’infinito, perché non li ho mai visti.

Ai tuoi occhi affibbio una dolcezza che ‘sto mondo finge ma non conosce. I tuoi occhi sono lo specchio dei sogni perduti ed è proprio in quegli occhi sconosciuti che riesco a spegnere l’odio.

A volte sono condizionato dalla dolcezza che ne percepisco, altre vedo l’amore di quel pazzo scrittore per la sua cortigiana, ascolto le loro canzoni d’amore. A volte riesco a perdermi nelle scene di quel film che avrò visto un centinaio di volte, senza aver mai davvero conosciuto la poesia di quel loro amore.

Chiamatemi pazzo, ma a volte pagherei in sangue l’amore dissennato di quei stupidi film.

Si lo sono, sono pazzo, perché bramo amore in una strada illuminata dall’odio. Sono pazzo perché è tutto così improbabile ma anche se esistesse una probabilità su mille che i tuoi occhi siano quelli dove mi perdo ogni notte, mi butto, ci provo, non mi censuro, i tuoi occhi sono i più belli e sentiti che abbia mai visto, sognato o immaginato.

Io che non riconoscono più il mio cuore, soffocato dalle lame, stranamente riesco a distinguere la tua sagoma prendere forma in esso.

E’ folle, ma bramo i tuoi occhi, non è per via di questo posto, non credo siano le donne a mancarmi fuori da questi cancelli, ho riempito tanti letti, ho scrutato le forme di tante donne, ma mai la forma della loro essenza.

Io bramo i tuoi occhi perché credo siano gli unici dove valga la pena cercare un senso.

Io bramo i tuoi occhi perché il mio cuore palpita senza conoscere le tue forme.

Non temo di essere deluso, nessun demonio può infangare la bellissima indelebile cornice che ti ho affibbiato.

Nessun volto nemmeno il più bello rende giustizia a ciò che nascondi dentro.

Perdona l’irruenza del mio sogno quasi infantile, perdonalo ma non assecondarlo perché anche se la voglia di perdermi in te è immensa a volte dimentico che sono già perso.

Edmond Dantés