PACE.

Volevo dire a chi si è scordato di me che io l’ho perdonato, ma perdonatemi se anche io mi sono scordato di voi. Sapete è così difficile odiare tutti quelli che ti hanno voltato le spalle, quando si vedono così pochi volti e molte schiene che ho preferito riservare amore a quelle poche facce che vedo. Anche se qualcuno di questi volti è stato toccato, come il mio, preferisco amare quel volto imperfetto, che a volte ho dannato che rispondere ai vostri sorrisi paciosi, i vostri splendidi sorrisi che ti fanno credere per un intero giorno che il paradiso esiste ma ti lasciano da solo all’inferno per gli altri 364. Ero così inebriato dai vostri sorrisi che vi ho odiato tanto quando mi avete riservato le vostre spalle, ho quasi pensato di pugnalarvi, vi ho odiato tanto, quasi da diventare vile, ma sapete cosa vi dico? Io vi perdono. Dopotutto l’odio è un sentimento e non intendo riservarvi nessun sentimento. Riservo l’odio al mio nemico, noi non siamo nemici, riservo amore ai vivi ma voi per me non siete vivi. Ora che le mie emozioni non sono più sole vi fate avanti, ora che le mie emozioni non mi logorano più, bensì mi salvano volete salire su questa barca che proprio voi condannaste all’esilio. Ma vi perdono, vi perdono perché ogni delusione ha scaturito un’emozione ed ogni emozione che ho affrontato ha colpito duro, e ad ogni colpo la putrida fanghiglia che mi ricopriva cadeva. Io vi perdono perché è grazie ai serpenti che alle mie spalle hanno sussurrato “morirà ammazzato” non ho ceduto, io vi perdono perché sono un duro ed è molto più difficile perdonarvi che schiacciarvi.

Pace.

Edmond Dantès