1 MAGGIO

Ho preso più calci in bocca che carezze; ha fatto male?

Davvero è questo ciò che vuoi sapere? Beh dipende, dipende di che male parli, perché alla fine tutto sommato ho retto botta, i denti sono scheggiati, Sì, ma non rotti, alla fine rido ancora, e contro ogni pronostico, c’è qualcuno oltre sto muro che ama il mio sorriso.

Fortuna? Forse;

la lotta ha influito? Ovviamente;

mi reputo ancora ultimo? Mantengo la posizione;

ho cambiato il mio pensiero? Diciamo che ho cominciato a pensare da me;

vuoi sapere se sono in procinto di ricrollare? Falli aspettare, falli aspettare.

Non sò cosa c’entri ciò che ho scritto sopra con il primo maggio, sarà che l’unico lavoro che ho fatto realmente è, da 2 anni a questa parte, quello su me stesso; o forse non ho niente di più sensato da dire, chissà, e già chissà.

 

A mia madre con il volto ingrugnato,

La stessa madre che ha pianto quanto lavorato,

A mia madre e il suo avverso fato,

Lo sò che pensi che ti ho scordato.

A mia madre con un ago e un filo

Cuce tutto tranne il destino.

A mia madre e quel triste bambino

Lo sò che è morto, ma tienilo vivo,

A mia madre e tutti i lavoratori,

Alle bottiglie vuote e ai miei malumori,

A mia madre persa lì fuori,

Buon primo maggio oltre i miei errori.

 

Auguri a tutti i lavoratori,

Buon primo maggio a tutti i compagni.

 

Edmond

PRIMO MAGGIO

È il primo Maggio in tv c’è il concerto, non intendevo ascoltarlo, ma mentre faccio zapping in questa tv piena di canali (10), inciampo in una canzone che adoro, “libero”. Ascolto questa canzone è piango, piango, ma non io, piange il mio cuore, io non sono più capace di piangere.

Dio mio come mi ha cambiato questo posto, è come ringhiano i miei occhi, quanto fottutissimo fango ci lanciamo io e questo maledetto tempo. Non è più ieri, ciò che ero ieri è morto, ciò che mi legava a ieri è morto e tutto ciò che mi lega a oggi è così fottutamente triste.
Di questa canzone continuano a rimbombarmi in testa varie parole.
Libertà, uomo libero, storia finita male, ricominciare…
Beh, chiedo a voi, da dove si ricomincia? E, se si è finiti male male si è proprio liberi di ricominciare?
Questo fatto di avere in me un grande amore nascosto da sempre non nasconde questo mio grande odio, oggi provo un grande odio.
Odio sta branda de merda e le sbarre blu che mi confinano in questi merdosissimi tre metri, odio gli stronzi che applaudono a canzoni di cui non conoscono né la sofferenza né i contesti da cui sono ispirate.
Odio loro come odio me stesso.
Guardo questo mio volto una volta bello che piano piano si consuma, guardo un volto dannatamente triste, ma non vedo lacrime, ste mura le hanno assorbite, ste mura assorbono, ste mura mi stanno assorbendo.
E, se lacrime e giovinezza non gli bastassero? Come si ricomincia privi d’amore?
Dopo questa specie di quesito vi auguro un buon primo Maggio, perdonatemi se arriverà in ritardo, ma tra lunghe sedute di branda è un libro devastantemente noioso sono stato occupatissimo, ma, per stare al passo con i tempi, auguri dal vostro amico Edmond.