DAJE DOP!

Si odia la nobiltà d’animo quando da sempre è estranea a noi stessi.
E allora che si fa?
I vili non avendo il coraggio di chiederne un po’ a chi ne ha così tanta come il nostro Marco; attaccano, feriscono e a volte uccidono.
Ma Marco é forte, Marco è più forte e profondo di voi anche da un letto di ospedale, Marco dice: c’ ho più core che cervello.
Non so se sa che ogni essere umano dovrebbe essere come lui, perché è molto più facile infettare un cervello che un cuore.
Morirò lottando, se le mie battaglie future saranno ricche si nobilltà d’animo come lo sono le battaglie di Marco.
Non sarà un cervello infettato ad infettare il mio cuore.
Non saranno 4 stronzi a dettare il mio valore.

Per quanto poco possa essere d’aiuto da qui dentro, voglio dirvi che la mia penna è con voi qui e fuori. Che serva a scrivere o per cavare un occhio,
ai soprusi non mi prostro,
io sono come voi, lotto.

Mi colpiranno,
La mia faccia nuovamente dentro il fango.
Sangue e fango,
Ma la lotta è così giusta, non mi avranno.
Non mi prostro a chi mi odia lo sapranno.
Dentro piango,
per i figli della strada che non sanno.
Mi ameranno,
Perchè l’amore si conquista lottando.

Daje forte Marco, con stima e affetto, la penna più veloce di Rebibbia.

Edmond

Un post scriptum:
Le chiacchiere le porta via il vento,
Sono le azioni che restano nel tempo,
Forse prima di giudicare si potrebbe aspettare.

 

Tenemo duro che voi fa, noi semo nati pe lottà!