SCRIVO VERSI E SOGNO POESIE

 

 

Un uomo cresce nella giungla, per poi a vent’anni essere spento,

Dentro le tasche non ho nulla, io vivo il tempo del tormento.

Un bimbo nasce in una culla, per poi lottare nel cemento,

Cresciuto dentro questa burla, dove non ridi, vivi a stento.

Il bimbo nasce, il bimbo cresce, senza un’idea di libertà,

Veleno in fasce, le fasce strette, dove i sogni non coincidono con la realtà.

Un uomo muore senza fiorire, un uomo muore in povertà,

Se guardo altrove è sempre aprile, ma qui l’inverno non finirà.

Edmond

AMORE NEL POZZO.

Ho guardato dentro un pozzo scuro per gran parte della mia vita.
Ho guardato e riguardato senza mai scendere, senza mai scoprire se fosse senza fondo, oppure no.
L’ho continuato a guardare finché un giorno sono caduto.
Cari miei non era senza fondo.
Scuro sì, ma non senza fondo, è strano capire l’importanza della luce quando ormai si è abituati a vivere nell’oscurità, ma io l’ ho capito così.
Ho passato una vita a guardare, inconsciamente, in basso, sono dovuto cadere, per capire che la mia vita meritava un’occasione per essere svolta in alto. Sia ben chiaro, anche se questo pozzo mi ha aperto gli occhi io non lo ringrazio,  ho sputato troppo sangue amaro, ho dovuto bere acqua zampillante d’odio per sopravvivere, ho fatto cose sgradevoli, che non avevo mai visto. Ma non basta guardare l’oscurità per esserne avvolti, bisogna caderci.
Consumato tutto l’odio di cui sono stato capace di abbeverarmi mi sono perso.
La luce era appena fuori da quel pozzo, sarebbe bastato arrampicarsi ma io ero perso, preso dallo sconforto cominciai ha lanciare fuori dal pozzo ogni brandello d’anima intatto, ogni emozione, non volevo lasciare morire tutto ciò che sono in questo dannato posto. Mia S. fu la prima a raccogliere quei brandelli imperfetti, ma significativi, che lanciavo.
Mia S. fu la prima a crederci e piano piano i brandelli si perfezionavano.
Poi ci fu M. , che come lei ci credette.
Un giorno,però, le forze tornarono a vacillare, quel giorno vidi affacciarsi qualcun’altro, vidi affacciarsi l’amore.
Cari miei io sono certo che l ‘amore vince l’odio, perchè ne sono la prova vivente.
Nonostante odiassi tutto e tutti, per ciò che la vita mi ha riservato, l’odio non mi aiutò. L’odio rendeva sempre più scivoloso sto pozzo ma l’amore lo illuminò.
L’ amore asciugò tutto l’umido incanalato da ste mura e mi diede la possibilità di arrampicarmi. L’ amore riesce a farmi percepire luci mai viste nemmeno all’esterno, so che non è finita, ci sono ancora 2 anni e mezzo da affrontare, ma io già riesco ad arrampicarmi, riesco a percepire il tempo diversamente da quando l’amore ha un volto in carne e ossa.  Per me il volto dell’amore ha dei bellissimi capelli riccioluti, due labbra grandi e degli occhi meravigliosi.
Per me il volto dell’amore porta il nome di G.
Edmond Dantès

Welcome to Rebibbia.

Catapultato in un’altra realtà, welcome to Rebibbia frà!

Catapultato in un’altra realtà piena di situazioni che per ora non posso raccontarvi, lascio immaginare. Qui ci sono detenuti di ogni specie ergastolani, narcos, assassini. Essendo un penale, di regola, ci sono quelli con le condanne alte, la mia condanna a tre anni è poca roba in confronto alle loro. I miei due anni e mezzo di carcere già fatto sono niente di fronte ai loro venti, e altri venti ad aspettarli. Mi sento spaesato, è diventato tutto più grande ed io mi sento più piccolo, persino la mia età si è ridimensionata. Regina coeli è piena di ventiquattrenni, qui no, qui per molti sono un “bambino”. Forse voi non sapete che Rebibbia ha due complessi, il nuovo e qua, quelli della mia età si trovano al nuovo, da quello che mi hanno detto è un evento straordinario che io mi trovi qui.

Vado avanti. Sono perso, ma non mi perdo. Nonostante tutto i miei occhi ancora brillano, non credevo ma è così, avrei potuto pagare un prezzo più alto, ho retto, non sono un rassegnato. Guardo il mio Demone ogni giorno ma non fuggo, sento una solitudine abnorme ma è temporanea, esiste l’amore, l’amore è lì fuori e non voglio far passare altri quindici anni qui dentro così da sfuggirgli. Se brucia accetterò lo scotto, meglio un’ustione al cuore che il gelo de ste mura.

Edmond Dantés