FRATELLI

CANZONE

Noi piccoli bambini col labbro sempre rotto
Distanti ma vicini, riempimi d’inchiostro.
Noi piccoli bambini le gioie dentro un fosso,
Gli occhi in base ai vini, bicchieri in mano al mostro.

Noi piccoli bambini disegno d’anarchia
Il rosso insieme al nero lo sai non è utopia,
Noi piccoli bambini nel covo dell’arpia
Nel gioco tuo dei mimi, mimavo d’andar via.

Noi piccoli ribelli dai sogni calpestati
Amore in bocca ai merli che brillano sui prati,
Un bimbo sta a brandelli e gli altri son scappati.

Non siamo più fratelli, noi siamo dei guerrieri
Sangue del mio sangue sposa i miei pensieri
Sangue del mio sangue non tremar di ieri,
Ricorda la mia lotta ricorda che siam veri.

RIT. Eppure son crollato, l’amore per noi innato l’amore c’ha accannato.
Poi però ho lottato, m’hai visto disperato e le spalle non m’hai voltato.
Eppure so’ dannato, la gabbia e il triste fato veleno su ogni prato.
Però ho lottato, però ho lottato.

Però ho lottato, cazzo che fatica,
Non è vero che sognavo un’altra vita,
Ciò che sognavo è che ci fosse via d’uscita
Ciò che sognavo è che cessassero le grida.
Dentro i miei sogni c’era anche il tuo sorriso
Distruggo il mondo se mi dici l’hanno ucciso.
Lo so hai ragione questo mondo c’ha tradito
Questo bicchiere sempre pieno c’ha stordito,
Questo bicchiere sempre pieno è la mia macchia,
Del mio passato se ne fotte chiama rabbia
Il mio passato brucia ancora solo in gabbia
Siamo più forti de sto’ tempo sangue e rabbia
Siamo più forti del dolore è stata dura,
Mi sta’ sul cazzo chi la chiama un’avventura
Siamo più forti del dolore e tu sei pura,
Se questa merda è nei tuoi occhi avrò la cura.

EDMOND

NON CHIEDO NULLA AL FATO

 

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Non saprei da dove cominciare,

Ho scordato come amare

Ma ho imparato ad aspettare,

Salvo sogni in questo mare.

 

Mare di cemento,

C’è uno sguardo che ha alleviato il mio tormento,

C’è uno sguardo a cui non riesco a dare un senso,

Se non quello di dar vita a questo tempo.

 

Tempo buttato,

Ma i tuoi occhi danno vita a qualcosa cancellato,

I tuoi occhi danno vita a chi troppo ha odiato,

Ma credimi, si è stufato.

Edmond

SONO ISOLATO

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Sono Roberto e scrivo da una segreta di un carcere, senza televisione nè fornello, accendino o specchio per guardarsi. SONO ISOLATO a regime di 14bis, a volte penso sia più duro del 41bis.

Detenuto da innocente,
mi avevano assolto in primo grado e anche scarcerato,
ma un pm si è appellato
E la vita m’ha rovinato.
Dopo 10 anni senza commettere un reato,
Sempre qui me so ritrovato.
Quel pm non s’è accontentato
Perchè io ero pur sempre pregiudicato.
5 anni m’hanno dato!
Tra una revoca e l’altra a 10 so arrivato.
Avoja a fa ricorsi, Strasburgo e revisioni
Intanto fatte sti 10 anni
E non ce rompe li cojoni.

Per fortuna che fal 2006, quando mi hanno scarcerato, per questo reato, che m’hanno accollato, l’Europa me so girato.
Tutti quei viaggi hanno permesso alla mia mente de annà avanti e di poter iniziare a scrivere un bel romanzo. Non parla di prigioni o del dramma nel quale me so ritrovato, senza commettere sto reato. Spero che un giorno sarà pubblicato.
Narra d’avventure e di cucina, di posti lontani, di amori e di voglia di vivere. Di una persona che non si arrende davanti alle avversità di una vita non troppo agiata, si costruisce un’armatura e va avanti cercando la sua strada che forse non ha ancora trovato, ma mai ha mollato.

Anche in situazioni di estrema povertà se l’è riuscita a cavà.
Ha lavorato quando c’era da lavorà
Ma la calza nun se la voleva più calà
E stava a morì pe annà a lavorà
Ma su questo chi ci va a guardà?
Un pregiudicato può pure schiattà
Tanto è sempre colpevole de omertà.
Certo se sto isolato un motivo ce deve sta
Ho sbagliato ad amà
Ho amato una persona che quando stavo a sbaglià
Nun m’ha saputo fermà.
Na telefonata che sarà?
E mo però da solo sto a pagà
E manco me viè più a trovà
Chissà do sarà?
Sta stronza che m ha accannato qua.
Ma ormai manco ce sto più a pensà

Un ringraziamento al mio amico Edmond che mi ha dato questa possibilità.

SCRIVO VERSI E SOGNO POESIE

 

 

Un uomo cresce nella giungla, per poi a vent’anni essere spento,

Dentro le tasche non ho nulla, io vivo il tempo del tormento.

Un bimbo nasce in una culla, per poi lottare nel cemento,

Cresciuto dentro questa burla, dove non ridi, vivi a stento.

Il bimbo nasce, il bimbo cresce, senza un’idea di libertà,

Veleno in fasce, le fasce strette, dove i sogni non coincidono con la realtà.

Un uomo muore senza fiorire, un uomo muore in povertà,

Se guardo altrove è sempre aprile, ma qui l’inverno non finirà.

Edmond

DONNA GUERRIERA

 

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Portami i miei sogni, fallo adesso.

Donna guerriera, non scivolare qui giù;

è triste la mia cera, sarò io a tornare su.

Aspettami, saprò amare le tue cicatrici più delle mie.

Correggimi, ti donerò più delle mie malinconie.

Donna guerriera, accetta questo ballo.

Danziamo nell’oppressione. Siamo di metallo.

Guardami, tu puoi farlo;

convincimi che oltre il muro c’è più del fango.

Amami, nei giorni in cui io smetto di farlo.

Infondo mentivo, sai, non sono di metallo.

Donna guerriera, non ti conosco,

ma ti sto aspettando.

 

EDMOND

 

(Per me sognare qui dentro è più importante di sopravviverci, quindi, anche se è solo un sogno, il mio su carta, io ci credo lo stesso. Un uomo senza dio deve pur aver fede in qualcosa, io ho fede in molti sogni.)

CANZONE.

 

Questa è una delle tante canzoni che scrivo, sapendo che, probabilmente, non la canterò mai al mondo. Voglio scriverla, magari troverete il giusto ritmo e potrete cantare voi per me.

Figlio d’arte di una bottiglia/Fuck famiglia.
Figlio d’arte della strada/ho perso casa.
Figlio di nessuno, il mondo n’è de tutti/uno e nessuno,
Vesto rosso ma ho mille lutti/perso nel fumo.
Sono il cantante improvvisato che non canta su un palco/la mia scena è murata.
Scrivo merda su sto mondo e sull’asfalto/la mia sorte si è armata.
Contro di me intendiamoci/dopo tutto sono un farabutto,
A tratti amiamoci/così sto mondo sembra meno brutto,
Sembrare o meglio apparire/infondo è questo il mondo,
Cambi sembianze ma non riesci a capire/ che la vita è tutta infondo,
Ma infondo che ti importa/ la tua gabbia non si vede ad occhio nudo.
Cambi amici, cambi rotta/ristoranti e pesce crudo.
Io sto in strada passo e chiudo, nella strada tornerò.
La mia legge mi fa muto/fino a quando morirò.

Morirò ma non d’amore, mi han detto così.
Morirò a far scalpore, ma fuori di qui.
Morirò senza rendere nulla, cosa vuoi che renda,
La mia burla sin dalla culla, non ho una buona stella,
Morirò in una triste tenda, di cemento e sogni infranti.
Mi dicono si arrenda, fanculo a tutti quanti!

Cari amici miei è la prima strofa e il ritornello. Visto che ho condiviso molti miei sentimenti con voi tramite la mia penna, perchè non condividere anche qualcuna delle mie stramaledette canzoni.
Con affetto, vostro amico
Edmond

RIME 6.

Io ti conosco.

Io ti conosco, la stessa solfa in ogni posto, se fossero tutte donne sarei lusingato,

ma ogni volta un volto disperato.

Stavi carcerato, quanto t’hanno dato? Pe fortuna t’hanno rilasciato.

Compare sei occupato? Se drogamo o hai già dato?

Aaaaaa io ti conosco, sei un volto losco, quel tatuaggio l’ho già visto in qualche posto.

Io ti conosco mi hai derubata, mi son svegliata con la casa svaligiata.

Io ti conosco sei un farabutto, ai carabinieri ho detto tutto.

Io ti conosco ragazzetto se c’hai core t’offro un lavoretto.

Losco, offro, conosco.

C’è uno stronzo in ogni posto,

si cerchi il vino io so il mosto,

se t’ho deluso sti gran cazzi ‘nte conosco.

Edmond Dantès